Refused @Bronson, Ravenna – 15.10.2015

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Attitudine e visual
Locale stracolmo, temperatura tropicale e tanto sudore Hardcore. I Refused di Dennis Lyxzén godono sicuramente di un ottimo seguito in Romagna. Questo per diversi motivi. Fra tutti, quella furia Hardcore – genere che negli anni ha saputo conquistare la riviera – che tanti dei presenti hanno sperimentato pogandoNew Noise” come disperati all’interno delle discoteche locali. Finiti dall’alcol e dalle botte prese in pista.

Il biondissimo Lyxzén e la sua “squadra demolizioni” si presentano sul palco ammantati da una coltre lattiginosa in cui si muovono come oscuri demoni della nebbia fin dall’opener – “Elektra“. Nessuno è salvo. Si tratta di riff schiacciasassi e microfoni roteanti, doppio pedale ed epicità: ma soprattutto stage diving. Il Rocker di Umea è in forma strepitosa, e lo si capisce dal numero incalcolabile di calci volanti che elargisce. Posseduto.

Audio
Il Bronson offre un impianto che si rivela all’altezza della situazione, nessuna sbavatura da parte della band. Per il resto c’è la scaletta e qualche cimelio.

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Pubblico
Hardcoriani della prima ora e curiosi, ma sopratutto tante ragazze che cantano a squarcia gola. Fratellanza Hardcore, cappellini a tema e applausi. Del resto, quando la qualità dello spettacolo rasenta la perfezione il resto viene di conseguenza.

Momento migliore
Il punto più alto dell’esibizione non poteva che essere destinato al loro singolo-simbolo per antonomasia. Basta un accenno del riff che ne compone l’incipit per mandare in brodo di giuggiole l’intera sala. New Noise poi arriva, spazzando via tutte le ansie, i timori, ed i problemi quotidiani: in quel preciso momento solo noi  – pubblico – e loro, accomunati da un’unica domanda: Can I scream?
La risposta è quantomeno scontata.

Conclusioni
Davvero uno dei migliori spettacoli di genere – Hardcore – visti nella location di via Cella. E noi, ancora elettrizzati dalle bordate ricevute in dono, ripensando a quanto sudore, birra, energia abbiamo maneggiato, andiamo a riposare fiduciosi, felici ed orgogliosi di vivere all’interno di quella provincia Romagnola che ancora oggi si batte per farci pogare, cantare come ossessi, saltare e molte altre cose ancora.