C+C =Maxigross “Fluttarn”

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I C+C=Maxigross arrivano con questo “Fluttarn” alla difficile prova del secondo disco, dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti per i precedenti lavori Ruvain e l’EP Singar, tra cui la vittoria del concorso Arezzo Wave Band nel 2012. I titoli dei loro dischi contengono già in sé un marchio di fabbrica: presi da una lingua arrivata nel medioevo attraverso il susseguirsi di popolazioni germaniche sui monti della Lessinia, tra Verona, Trento e Vicenza, ovvero il cimbro, rivelano bene quanto questo collettivo di giovani freak veneti sia legato alla propria terra “magica e sconosciuta”. E, simbolicamente, ci indica quanto ami mescolarsi alle popolazioni di passaggio, alle suggestioni aliene, in una tendenza al meticciato anche musicale.

Immergersi in un disco dei C+C=Maxigross, infatti, significa perdersi in un magma sonoro multicolore e variegato, senza troppe regole e steccati. È il piacere assoluto di creare suoni in libertà a tenere banco, tra folk psichedelico e canzoni pop un po’ naif: un amore per l’espressione sonora senza mediazioni che si sente per tutta la durata di questo lavoro, come accadeva d’altronde anche nel precedente Ruvain. Il rischio di risultare algidi e troppo ricercati era dietro l’angolo, ma viene quasi del tutto tenuto a bada grazie allo spirito giocoso che lo percorre: la band lessina si diverte chiaramente a suonare, sperimentare, sollazzarsi con gli strumenti, creare melodie ariose e pop, senza sentire l’ansia di strafare e raggiungere la perfezione. Di sicuro, rispetto al passato, in questo secondo lavoro si avverte una maggiore maturità e consapevolezza dei propri mezzi, con una leggera tendenza ad ampliare il raggio d’azione spingendosi verso territori sonori più stratificati e complessi, a tratti persino prog, quantomeno nell’attitudine. Non a caso, il tutto viene arricchito dalla presenza di Martin Hagfors, Marco Fasolo (Jennifer Gentle), Miles Cooper Seaton (Akron/Family) e Håkon Gebhardt (Motorpsycho). Molti i momenti da annotare di questo viaggio sgangherato e fluttuante: dalla dichiarazione d’amore beatlesiana di “An afternoon with Paul” alla breve perla strumentale “All that i’ve done to be so lonely”, fino alla splendida cavalcata in chiusura “Rather than Saint Valentine’s day part III”

Quello che forse manca ancora è la capacità di scrivere pezzi memorabili, ma nel complesso la musica dei C+C=Maxigross rimane un gran bel piacere per le orecchie: vedremo cosa combineranno al di fuori del loro habitat, dato che “Fluttarn” ne conclude la trilogia lessinese, ma questi freakettoni veneti bisogna prenderli assolutamente sul serio.