Stearica @ Init Club – Roma, 27 novembre 2015

STEARICA_2011
Attitudine e Visual:

Nel silenzio di un suono che vibra senza verbo alcuno su lame di fragore, giace un rigore ritmico che vive di una forte urgenza emotiva. Quella degli Stearica è infatti una dialettica del rumore che fonda il suo wall of sound nella logica coerente di un math-rock che, ancor più vibrante dal vivo, sprigiona fulminante potenza post-hardcore. Fertile è il secondo album di questo trio strumentale, dopo Oltre, e include le partecipazioni straordinarie di Scott McCloud (Girls Against Boys), Colin Stetson (Tom Waits, Arcade Fire, Bon Iver) e Ryan Patterson (Coliseum). Nel corso degli anni la band si è inoltre affermata in ambito internazionale calcando i palchi con artisti del calibro di Girls Against Boys, NoMeansNo, Dälek, Tarentel, Damo Suzuki e Coliseum e instaurando collaborazioni con gli Acid Mothers Temple. Ed è la loro geometria del caos, quasi frutto di deflagrazioni inconsce e meccanica dell’Io, che ha letteralmente travolto il palco dell’Init. In apertura ci sono gli EFFEMME di Filippo Marcheggiani, accompagnato da Andrea Samonà, Mauro Munzi, Francesco Conte ed Emiliano Branda, che offrono un rock equilibrato, energico e oculato al contempo, spruzzato di passaggi più marcatamente melodici. È poi il turno degli Stearica che generano sul palco una sorta di violenza rigorosa e catartica, immersa nella trance distorta del basso di Luca Paiardi, nelle pulsazioni nere di synth, negli intensi incisi della chitarra di Francesco Carlucci e nella furia della batteria di Davide Compagnoni. Tutto diviene flusso sonoro che divampa, fuoco esplosivo che genera acidi feedback, morbidi asteroidi dilatati e adrenalina imponente. Dopo il live è infine la volta del dj e producer Lemon Lights e della sua proposta che mescola l’attitudine di una deep house da club con la raffinatezza di un’elettronica d’ambiente.

Audio:
Decibel sonori corroboranti e in grado di rendere appieno il muro vorticoso delle risonanze proposto dagli Stearica.

Setlist / Momento migliore:
Una lunga cavalcata di suoni senza respiro che ripropone i brani di Fertile in tutta la loro vorace interezza a partire da Delta, passando per Halite, Nur, Geber, Tigris e Siqlum, con uno sguardo al passato di Oltre, con Bolero on Botero. 

Pubblico:
Pubblico catturato e partecipe, che poteva essere molto più nutrito se la curiosità, sostantivo poco incline all’indole italiana, avesse preso il sopravvento nella mente di molti. Chi c’era sicuramente ha assistito a un live di grande impatto musicale e visivo, pregno di un’energia contagiosa che ha coinvolto tutti i presenti.

Conclusioni:
Gli Stearica sul palco narrano la lotta e il furore del singolo e della collettività, stessi temi contenuti nel loro album, in maniera ancor più ruvida e aggressiva che su disco. I suoni divengono così metafora di una libertà che fa i conti con se stessa e con la contemporaneità, in un tripudio di forze ritmiche eterogenee e sismiche. Se l’apocalisse avesse un volto, forse vestirebbe i panni degli Stearica nascosti nella personale “Primavera Araba” di ognuno di noi.