Urali – Persona

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Urali, con la sua voce e la sua chitarra, ha fatto un disco che è sicuramente una delle novità più interessanti di questo gennaio musicale — non solo tra i confini del nostro angusto prolifico paese —. con una bella copertina e un titolo lapidario, “Persona”. Basterebbe trovare il tempo per ascoltare anche solo la prima traccia, “George (My King)“, per capire che Persona merita attenzione. Fosse solo per il fatto che in Italia dischi così inclassificabili è difficile trovarne. Ritmi lenti nei motivi, riff doom, una voce che segue tutte le forme che il suono di una chitarra può prendere quando chi la imbraccia sa viaggiare tra il pulito e il distorto con naturalezza da maestro. Vi stupirete forse di sentire il bisogno di ascoltarlo molte volte di seguito, per godervi tutta la diversità di suoni e atmosfere delle 9 tracce di Persona: Immanuel, Frances, Hector, Catherine, ogni canzone per ogni persona realmente esistita che ha ispirato la scrittura dei testi. Ascoltate gli attacchi e preparatevi a cambiare rotta a metà di ogni pezzo senza perdere quel senso di armonia che lega un brano storto e sospeso come Frances al dolce arpeggio di Catherine e al rumore dei primi secondi di LZ. Qualcuno lo ha definito assurdo e bellissimo, io aggiungerei temerario. Grande lezione, quella di Urali, su come fare propri certi stili, mescolarli, e trarne una chiave di espressione personale comprensibile e immediata.