Ty Segall – Emotional Mugger

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Conduco un tipo di vita che non mi concede molto tempo libero. Dedicherei intere giornate all’ascolto di musica, invece riesco (ahimè) a ritagliare, quando posso, solo una o due ore del mio tempo. Questo, ovviamente, comporta un lavoro di selezione molto importante.

Tale premessa per dire che il tempo dedicato all’ascolto di questo disco è stato totalmente inutile. Il 2016 è iniziato alla grande, con dischi già pronti per esser inseriti in playlist di fine anno: mi riferisco, ad esempio, ai dischi di Spidergawd (III), Witchcraft (Nucleus) o al bellissimo disco dei Marlene Kuntz (Lunga attesa) — a breve su queste pagine. Poi arrivaa Ty a spezzare l’andamento.

L’avrete notato, l’imbarazzo è tangibile. Del resto, non sempre la via metodica del sovradimensionamento paga. Tante uscite, ma quanta qualità? Sono scelte direte, certo, ma va anche messo in conto qualche passo falso:  in questo caso con le sembianze di un lungo ronzio — di chitarra fuzz — per tutta la durata dell’album.

Tanto bravo e fulminante con i Fuzz — l’Ultimo “II” del 2015 è andato dritto nella mia playlist di fine anno — quanto inutile, scontato e noioso nelle sue produzioni da solista. Un consiglio potrebbe essere quello di sedare questa bulimia compositiva, allungando i tempi d’uscita.
Da evitare con cura.