Jesse Hughes: la strage di Parigi si poteva evitare

Più di cento persone hanno perso la vita al Bataclan di Parigi il 13 Novembre dello scorso anno. E Jesse Hughes, il cantante e chitarrista degli Eagles of Death Metal, avrebbe potuto essere una di queste. Ma la sorte non è stata altrettanto benevola con tutti i membri dell’entourage al seguito della band. È il caso ad esempio del trentaseienne Nick Alexander, addetto alla vendita del merchandise degli EODM, che insieme a tante altre vittime è caduto sotto i colpi dei terroristi che hanno aperto il fuoco nella sala concerti, proprio mentre il gruppo si stava esibendo.

Purtroppo la minaccia strisciante del terrorismo, pronta a manifestarsi in qualsiasi momento, ha gettato le città occidentali, specie le metropoli, in un clima di calma apparente dove spesso la tensione si taglia col coltello.
E se cresce la paranoia solo al pensiero di quello che potrebbe accadere, cresce anche il dibattito intorno ai soliti temi: la sicurezza interna e la diffusione delle armi.

In particolare, stavolta, hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Jesse Hughes, intervistato dopo il ritorno a Parigi della band a mesi di distanza dal tragico evento.
La posizione del cantante è netta. Secondo lui, se ogni cittadino francese avesse diritto a possedere un’arma, come del resto sancisce il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, oggi non staremmo qui a parlare di morti, di stragi, di terrorismo. Insomma, le cose sarebbero andate diversamente, dato che i cittadini avrebbero avuto modo di difendersi. Anche perché, ricorda sempre Hughes, che cosa hanno fatto il governo francese e i servizi segreti per prevenire un simile attacco?

Sono parole che vanno prese con le pinze, e che rischiano di gettare ulteriore benzina su una fiamma che è ben lontana dall’essersi estinta. Probabilmente la realtà americana, e in primis texana, da cui proviene Hughes rappresenta un retroterra culturale che, giocoforza, nel dato contesto può far emergere una sola linea di pensiero: rispondere al fuoco col fuoco.
Inutile sottolineare quanto debole e al contempo pericolosa sia questa posizione circa i fatti accaduti, come anche è inutile fare l’elenco delle stragi compiute da cittadini americani che, sempre in nome del secondo emendamento (una vera manna per le lobby delle armi), possono onorare il mito della frontiera comprando fucili al supermarket, da utilizzare magari in qualche college. Anche questa, cronache alla mano, una triste e sanguinosa prassi.

Al di là di questi, terribili, luoghi comuni, va comunque compresa la condizione esistenziale di un uomo che ha veramente visto la morte in faccia. Ma ci teniamo a ribadire che al Far West noi preferiamo il Rock & Roll, e che invece delle pallottole, si sa, preferiamo sparare stronzate. Anche se, a quanto pare, una cosa non esclude l’altra.