Intervista agli I Me Mine

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Dopo avervi raccontato del loro esordio omonimo, approfondiamo la conoscenza della band di stanza a Bordeaux che sta per approdare nel nostro paese per un tour di sette date nelle seguenti location:

16.04 LIVIGNO Marcos Pub Livigno
17.04 PORTOCORSINI Bagno QueVida
18.04 CREMONA Antica Osteria del Fico
19.04 CESENA La Vigna di Porta Santi
20.04 PERUGIA MERCOLEDì ROCK
21.04 PESCARA Maze Eclectic Circle Pescara
22.04 ISOLA DEL LIRI Cantina Bukowski

Buona lettura.

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Abbiamo apprezzato il vostro esordio di recente uscita, che a breve sarà recensito sulle nostre pagine, contenete alcuni pezzi presenti nell’Ep “Life is very strange” e nel singolo di “Waiting for summer”. Un suono, il vostro, che fa convergere passato e presente. Da un lato i Beatles e dall’altro i Tame Impala. Vi va di parlarci un po’ delle vostre influenze?

I Me Mine è un progetto nato dalle ceneri delle nostre band precedenti. Ognuno di noi ha le proprie influenze, ma la musica pop ci ha uniti. Siamo ovviamente fan dei Beatles, del loro gusto per le melodie e delle loro armonie vocali. Ma ci rifiutiamo di cadere nel revival 60s. Ecco perché abbiamo voluto dare alla nostra musica un tocco di modernità, attraverso una atmosfera Trip-hop che si ispira al lavoro di Portishead e Archive, all’energia electro punk dei Prodigy, ai beat elettronici di Kanye West e Kendrick Lamar, nonché al groove elegante di Air e General Elektriks.

Inoltre, è un album dalla spiccata sensibilità pop/psichedelica che non cela la propria vena “spirituale”: quanto in questo vi ha ispirato l’arte di Syd Barret?

Siamo dei fan della musica psichedelica, amiamo Syd Barret ed il suo lato più inquietante e sperimentale emerso nel primo album. Ecco perché ci piace qualificare la nostra musica come “60’s & Psychedelic electro rock”. Ci capita molto spesso di trasformare una atmosfera sognante e pacifica in un incubo!

Tutto nasce dall’esperienza solista di Fred (voce, chitarra acustica) come siete diventati poi una band?

Fred ha creato gli I Me Mine per tornare a scrivere delle canzoni brevi ed intense. Molto presto però si fece sentire il bisogno di basso e batteria. Quindi ci contattò (Sam come bassista e Guillaume alla batteria). Fu da subito interessato al modo in cui suonavamo, ed ora ognuno di noi da il proprio contributo al progetto.

Sappiamo che fate parte del collettivo “Les Disques du Fennec” di sede a Bordeaux. Vi va di raccontare al pubblico Italiano di cosa si tratta nel particolare?

La band nacque a Tolosa. Quando Fred si spostò a Bordeaux incontrammo molte pop bands con cui ci siamo trovati molto bene. Siamo diventati parte di “Les disques du fennec” ma anche di “I Am Stamgram”, “Le A”, “My AnT”, “Girafes”, “Equipe de Foot”… Potete trovare qualche nostra traccia nelle compilation dei collettivi, e registriamo con loro anche delle cover in esclusiva.

Le vostre performance live sono impreziosite da giochi di luce e costumi. Che rapporto avete con la teatralità (scenica) e col teatro in generale?

Siamo più ispirati dal cinema che dal teatro. Sul palco, ci piace indossare costumi per interpretare dei personaggi. I nostri show sono un mix tra il black houmour dei Monty Python e l’ultraviolenza di Arancia Meccanica, il tutto condito con una certa compostezza Britannica e l’impassibilità dei Kinks. E le luci integrano la pazzia dei nostri personaggi.

Quali sono gli artisti contemporanei Francesi che seguite con maggior passione?

Ci piacciono I General Elektriks, con I quali dividiamo molto spesso il palco. Seguiamo anche le band della Born Bad, come i Forever Pavot, i Frustration, e anche i nostri amici di Sound Sweet Sound.

ENGLISH VERSION

 

We really appreciated your debut album – which will be soon reviewed on our pages – containing some tracks also present in your “Life is very strange” EP and “Waiting for summer” 7”. Yours is a sound which can converge together the past and the present. On one side we have the Beatles and on the other Tame Impala. Can you tell us about your influences?

I Me Mine was born from the ashes of our previous bands. We have our own influences, but pop music united us. Obviously we are Beatles fan, their sense of melody, their vocals harmony. But we refuse to fall into 60’s revival. That’s why we want to bring a modern touch to our music with Trip-hop atmosphere inspired by Portishead, Archive, The Prodigy electro ounk energy, Kanye West & Kendrick Lamar hip hop electronic beats, and the elegant groove of Air and General Elektriks

Furthermore, it is an album with a pronounced pop\psychedelic sensitivity, which does not hide a “spiritual” hint: to what extent were you inspired by Syd Barret’s art?

We are psychedelic music fan, and we love Syd Barret for the disturbing and experimental side of the 1st album tracks. And that’s why we like to qualify our music as “60’s & psychOdelic electro rock”.
We often turn a dreamy and peaceful atmosphere into a nightmare !

Everything was born from Fred’s solo experience with only his voice and acoustic guitar. How did you became a band?

Fred created I Me Mine to get back to writing short and intense songs. Quickly the need for bass and drums came up. So he turned to us (Sam as a bassist and Guillaume to play drums). The way we played interested him straight away. Now each of us adds our own contribution!

We know you are members of Bordeaux based “Les disques du Fennec” collective. Can you explain us what it is about?

The band was born in Toulouse. When Fred moved to Bordeaux, we met several pop bands, and we get on really well. So we became part of Les Disques du Fennec alongside I Am Stramgram, Le A, My AnT, Girafes, Equipe de Foot… You can find some of our tracks on the collective compilation, and we record exclusive covers with them.

Your live shows are enhaced whith great light play and costumes. What’s your relationship with theater and drama?

We are more inspired by cinema than theater. On stage we like to play characters with our costumes. Our show is a mix between Monty Python black humour, Clockwork Orange ultra violence, all mixed up with British composure and the stiff upper lip of The Kinks. And the lights complement our characters craziness.

Which contemporary French artists do you find more interesting?

We love General Elektrics with whom we will share the stage very soon. We are also into Born Bad record bands such as Forever Pavot, Frustration, and our friends of Sound Sweet Sound.