Blood Ceremony – Lord Of Misrule

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Canadesi di Toronto, i Blood Ceremony continuano imperterriti il loro lavoro di cesello nei confronti della più squisita tradizione Rock dalle tinte occulte. Partiti dal Goth/Doom del debutto omonimo, i nostri hanno maturato con i seguenti “Living With The Ancients” e soprattutto col bellissimo “The Eldtritch Dark” una sempre più vivace passione per certo Progressive Rock di matrice ’70; pur mantenendo intatto quel caratteristico approccio pagano, debitore dal punto di vista estetico nei confronti della filmografia Horror dei tempi – non dimentichiamoci che la ragione sociale del gruppo deriva dalla pellicola spagnola del 1973 “Ceremonia Sangrienta“.

Amore, ossessione e morte. Sembrano queste le tematiche principali del nuovo lavoro della band. Opera che vive d’immaginario politeista, sfruttando il fascino di leggende e miti arcani per vestire “a festa” la propria miscela di Prog/Folk e Psych Occult Rock. Diciamolo subito, questa volta Alia O’Brien – Voce, Organo e Flauto della band – tira fuori una prova magistrale: come del resto tutti i componenti della band. Le più classiche influenze della band, segnatamente Coven e Black Widow, questa volta abbracciano in misura ancora maggiore le dinamiche di Black Sabbath e Jethro Tull – La splendida openerThe Devil’s Widow” ne è un esempio lampante. Come la seguente “Loreley” e la sua solare narrazione dell’incontro con una sirena dal canto ossessivo. In tutta la sua durata “Lord Of Misrule” dimostra una solidità d’insieme invidiabile di questi tempi, impreziosita dall’innata capacità di abbandonare il fil rouge (anche solo per un attimo), lasciandosi dolcemente ammaliare dal Flower Power – “Flower Phantoms” – o dall’Hard Blues di “Old Fires“, senza perdere mai di vista l’insieme. Imperdibile.