Touché Amoré – Stage Four

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Il dolore, la separazione, sembrano essere le tematiche portanti dei migliori lavori ascoltati in questo 2016 – pensiamo agli album di Nick Cave & The Bad Seeds e Arabrot. Il dolore e l’arte, tematica vecchia come il mondo ma che non smette di rappresentare il perfetto connubio nel tentativo di esorcizzare i demoni di artisti e pubblico. Così anche i Touché Amoré, interessantissima Post-Hardcore band californiana, creano il proprio simulacro mettendo a segno con il quarto lavoro in studio il proprio picco compositivo.

Il drammatico incipit risale all’autunno del 2014. Sandy, madre del frontman Jeremy Bolm, scompare all’età di 69 anni a causa del cancro; proprio mentre la band si sta esibendo sul palco del Fest 13 a Gainesville in Florida – momento immortalato da Bolm in “Eight Seconds” (“Lei è morta circa un’ora fa / Mentre eri sul palco a vivere il sogno“). Nasce così “Stage Four“, nel tentativo disperato di elaborare il senso di colpa per le parole non dette: affrontando la faccenda con ammirevole positività.

I Touché Amoré si formano a Burbank, in California nel 2007. Jeremy Bolm (Voce), Nick Steinhardt e Clayton Stevens (Chitarra), Tyler Kirby (Basso), e il batterista Elliot Babin, sfruttano il rapporto consolidato fra Bolm e Steinhardt nato ai tempi del liceo per giungere ad ottimi lavori d’insieme – “Is Survived By” (2013) – che frutteranno il recente contratto con la Epitaph Records.

Una band in crescita, abituata ormai alle grandi platee e sempre più richiesta dai nomi caldi della scena – Circa Survive, Rise Against, e AFI –, che oggi gioca la sua carta più importante aprendosi completamente verso influenze inedite: nulla che possa però spaventare l’ascoltatore medio. Un disco che unisce la catarsi per le tematiche in oggetto con la voce potente del burbero Bolm e qualcosa di più. Infatti, sono proprio pezzi come “Skyscraper” – fosco e splendido duetto con l’artista Folk Julien Baker –, ad elevarne la cifra stilistica. Un’evoluzione tanto inaspettata quanto interessante che vede i nostri affacciarsi su territori inediti di band del calibro dei The National.

“Io non mi apro con molte persone nella vita normale, ma quando scrivo una canzone voglio essere il più aperto ed onesto possibile”

Splendide divagazioni sul tema a parte, “Stage Four” rimane in tutto e per tutto un disco di cazzutissimo Post-Hardcore. Qualcosa capace di alternare melodia Hardcore e intensità (Mineral) con una potenza di fuoco che ricorda nei vocalizzi, e durante le accelerazioni, i gloriosi anni Novanta; quando la massima aspettativa per gli adepti della scena era beccarsi live i Lifetime o i Kid Dynamite: finendo per ascoltare tutta la notte “Under The Radar” dei Grade, in macchina, girando come fantasmi per la città vuota.

Data:
Album:
Touché Amoré - Stage Four
Voto:
51star1star1star1star1star