Sunday Morning – Let It Burn

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Così che va l’amore.

Si sono risvegliati da un lungo sonno nel 2015 e sono rimasti svegli: dopo il folgorante ritorno sulle scene del rock melodico con l’album Instant Lovers arriva per i Sunday Morning la seconda prova che, si dice, sia sempre più difficile della prima. Sarà vero? In ogni caso, che si tratti di opera prima o seconda, la band ha dalla sua parte un buon vantaggio: quello di essere un gruppo nel vero senso della parola, di antica data, di antico legame, ragazzi che hanno sempre preferito suonare piuttosto che far dischi per sfondare, che hanno sempre preferito la vecchia sala prove alle interviste e alle tournée ufficiali. E che non mancano di talento, non fosse altro per la perseveranza perché loro esistono dal 1998.

Con intenzioni bellicosamente giovanili intitolano il loro nuovo album “Let It Burn”,  bruciando ogni dubbio sulla loro capacità di essere il gruppo che hanno scelto di essere. Un disco piuttosto diverso dal precedente Instant Lovers, e questo depone a loro favore; dopo quel “nuovo esordio” nato dall’urgenza, nel tentativo di risvegliare il fuoco un po’ sopito, “Let It Burn” è forse ciò che resta di un bel potlatch di intenzioni e spinte viscerali – di emozioni anche contrastanti e comunque ben espresse –, quasi a figurare una forma più scarna, se vogliamo, ma più diretta, dello spirito che li anima quando, di sera, si chiudono nelle loro stanze della musica e compongono con i loro strumenti.

Primo strumento tra tutti la voce di Andrea Cola, che già ci aveva convinti di saper cantare bene col il suo disco solista in italiano (per ora accantonato in un angolino) e che continua a scrivere canzoni d’amore come se l’ispirazione fosse la sua migliore amica. “Let It Burn”, in forma armonica, ci parla di amore, dalla prima all’ultima traccia, in maniera anche piuttosto sfacciata: ma i peccati di gioventù si possono perdonare, e anche diventare grandi non è poi (a volte) tutta questa conquista. Però un po’ più grandi i Sunday Morning lo sono: ogni canzone del disco nuovo lo dimostra, non ci sono pezzi deboli, ma in compenso ci sono pezzi forti come “Plans”, con quel Rock che vira al Reggae senza imbastardirsi, o come “Little creatures”, il classico pezzo di atmosfera che troviamo buttato là, nel mezzo di brani più lineari come “Carry me home” o “I See The Sun (But It Doesn’t Shine For Me)”.

Le influenze derivanti dagli ascolti della band si sentono eccome, ma non importa: ha tutto molto senso e anzi, è forse più pericoloso non misurarsi con i propri numi tutelari che farlo in modo onesto e leggero. Dicevamo, è un disco d’amore. Lo è. Vi manderei direttamente all’ascolto delle ultime due tracce prima di farvi gli auguri per Natale.

Data:
Album:
Sunday Morning – Let It Burn
Voto:
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