Jester At Work – A Beat Of A Sad Heart

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Barba lunghissima, sguardo truce, cappellino e camicia a scacchi; una mise descrittiva, capace di riportare alla mente quella ruralità americana che ha visto crescere parte delle influenze del nostro. Jester At Work è il nome d’arte di Antonio Vitale, che a differenza delle note di cui sopra – ispirate dalla visione delle foto per la stampa –, si presenta solare, dalla spiccata sensibilità – l’abbiamo conosciuto in occasione della data svolta presso il LazarusAntonio porta in giro il suo splendido terzo lavoro “A Beat of a Sad Heart“, che egli stesso descrive come: “Una piccola parte della mia vita”.

Un lavoro circolare e carico di riferimenti, di simbologie. Si, perché per comprendere a pieno il senso dell’opera non ci si può esimere dall’analizzare in primis l’artwork. Tutto nasce da un periodo di rottura dal quotidiano: contrasto vivido che ritroviamo nell’analizzare lo sgargiante stile fumettistico della copertina in rapporto alle tematiche in oggetto. Via quell’estetica “lugubre”, caratteristica dei precedenti lavori, e dentro l’autoironia malinconica. L’ispirazione arriva però da un’altra cover, quella di All things must pass di George Harrison. Acrilico, olio e pastello per un’opera nell’opera (poi lavorata in post produzione) che in prima battuta mette subito le cose in chiaro sul modus operandi: l’amore per la manualità, l’analogico, in barba alla digitalizzazione a tutti i costi. Il mare sullo sfondo, la montagna ed il bosco: luoghi a lui cari tempestati di particolari simbologie ad arricchirne il significato.

La donna sulla sinistra, di quelle d’altri tempi come guida spirituale, l’occhio volante per il nostro bisogno perenne di previsione (del futuro), il faro ad indicare la via, la carcassa animata – quella di Greasie, la cagna irrefrenabile che accompagna Jester in Me and Gracie” –, ed infine il coniglio, così tenero ed innocuo da poterti ingannare in ogni momento – fare buon viso a cattivo gioco.

A Beat of a Sad Heart” nasce volutamente da un registratore a 4 tracce in cassetta, vecchio compagno del nostro il cui utilizzo è legato alla passione per la chitarra acustica, ed alla sua riproduzione ottimale su disco. Antonio possiede un timbro vocale incredibilmente caldo: Mark Lanegan ed il Blues del Delta, Robert Johnson e le Work Songs. Questo (ed altro) per gettare un ponte fra passato e presente – immaginate un aldilà dove Elliott Smith e J.Cash dialogano amabilmente e forse avrete raggiunto il pathos creato da questo splendido artista.

Citando il comunicato: “Jester, seduto sul suo cuore, comprende che non si può amare la vita per sempre, in un battito dovrai separarti da lei“.
Niente di più vero.

Data
Album
Jester At Work – A Beat Of A Sad Heart
Voto
4