Mac DeMarco – This Old Dog

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Se bazzicate l’internet, vi sarete sicuramente imbattuti in notizie riguardanti l’uscita del nuovo album di Mac DeMarco. La trepida attesa è dovuta alla celebrità che il cantautore canadese ha raggiunto sul web: sia per la sua musica, sia per le sue indiscusse capacità d’intrattenimento. Basta una veloce ricerca per imbattersi in una mole di contenuti video incredibile: scherzi, battute, prese in giro e bacchette nel sedere. Non serve, quindi, proclamarsi appassionati di musica, l’importante è fingere e darsi un tono, aprire qualche link e vedere qualche GIF per sapere che il nostro istrionico Mac è in uscita con il suo terzo album “This Old Dog”.

Il classico “album della maturità”, quello che non lascia scampo a nessuno, tantomeno a DeMarco, che ci stupisce con un lavoro in cui si mette a nudo, parla di se stesso, degli affetti e del suo rapporto difficile con un padre presente/assente, lasciando da parte (questa volta) sarcasmo e ironia.

La conseguenza di questo diverso approccio si traspone anche nelle sonorità, verso le quali si concentra un deciso lavoro di ricerca e produzione. L’impianto Chill/Wave resta lo stesso del passato, ma la chitarra jingle è ridotta all’osso: spesso messa in secondo piano dall’acustica, lasciando spazio allo storytelling.

Succede nell’opener dylanianaA Wolf Who Wares Sheep Clothes”, arricchita dall’armonica e da un tocco moderno. C’è spazio per l’amore, raccontato da chi la sa lunga (“One Another”) e per una breve dedica alla sorella – “Sister”.

Tra tutti i pezzi, lunghi in media tre minuti, emerge la ballata “Moonlight On the River” che fluisce lenta e melodica, sferzata solo flebilmente dalla vecchia chitarra elettrica (così funziona tutto l’impianto sonoro del disco) fino al lungo outro strumentale in chiave Wave psichedelica.

Punto focale di tutto il disco resta la narrazione del rapporto col padre. Sulla sua figura sono incentrate “My Old Man” e la bella “Watching Him Fade Away” – (“We barely know each other and it still hurts”).

Dall’approfondimento di temi così personali, ai quali non eravamo abituati, nasce un’attenzione alla profondità delle emozioni espresse che trasporta Mac DeMarco su un piano superiore a livello cantautorale e artistico. Analizzare il disco nei suoi aspetti più intimi ci permette di rivalutarne anche il lavoro musicale; il tutto è interamente curato dal nostro, sia in fase di registrazione sia di produzione, e spicca per coerenza tra musica e parole.

This Old Dog” è l’album più personale di Mac DeMarco, per come è scritto e composto può appartenere solo a lui. Non è un disco triste, quell’anima scanzonata resta, così come resta quel suono così caratteristico. Il tutto è semplicemente traslato in una nuova dimensione, forse più consapevole.

Come da lui stesso ammesso non è stato immaginato principalmente per la riproposizione live, ma certamente riuscirà a trasmettere emozioni diverse.

Un lavoro capace di generare quell’afflato nostalgico, ma senza perdere il sorriso: in fin dei conti è sempre quel vecchio cagnaccio di Mac DeMarco.

Data:
Album:
Mac DeMarco - This Old Dog
Voto:
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