Recensioni

Cave – Threace

Cave – Threace

Un lavoro preciso, intenso e sinuoso. Tra dilatazioni raffinate, intrecci ritmici rigorosi, confini inesplorati e fraseggi serpeggianti, la musica dei Cave fluttua all’interno di un magma sonoro labirintico, ben adagiata su variopinte sabbie cosmiche.

Oozing Wound – Retrash

Oozing Wound – Retrash

In ogni periodo storico, felice o infelice, che sia, c’è chi teorizza il disagio e chi è disagiato: gli Oozing Would sembrano la rivoluzione ignorante, proletaria, sporca, e non i libri, e non piaceranno ai critici, e non aggiungeranno niente alla musica, ma puoi sentirli e aspettare che ti esplodano le orecchie.

Pixies – EP-1

Pixies – EP-1

EP-1 conserva comunque i barlumi di spirito dei Pixies, ma senza l’energia e l’eclettismo di un tempo, restituendo così brani leggermente privi di quella profondità tutta anni Novanta. Ma questo è solo il primo capitolo di una serie di future pubblicazioni già annunciate.

The Sade – II

The Sade – II

II è il secondo lavoro, quello della maturità. Non solo musica, ma una forte connotazione esteticamente oscura comincia a caratterizzare i nostri. Il contesto cambia leggermente, influenzato dai fuochi fatui mutuati dal lavoro di Glenn Danzig solista, e con i Misfits.

Afi – Burials

Afi – Burials

Mesi di preview in bianco e nero, video minimal di qualche minuto avari d’indizi ma colmi di pathos, ed un sincero ottimismo, conseguenza del doppio flop Crash Love – Blaqk Audio, portava al convincimento di un effettivo ritorno alla natura grintosamente dark del progetto. Macché, tutto il manierismo radiofonico del precedente episodio viene bellamente perpetuato cambiandone solamente l’involucro, l’immagine: un maquillage che crolla alla prima goccia di sudore, manifestando tutti i limiti di una band che sembra veramente giunta al capolinea compositivo.