Dietro al palco #7: SixDaySonicMadness

GUARDIA SANFRAMONTI (BN) – SDSM

Il viaggio nelle realtà della musica dal vivo in Italia arriva al sud con l’incontro con Angelo Sebastianelli, membro dello staff che proponge questo interessantissimo festival in provincia di Benevento. Non tutto è rose e fiori, quest’anno il festival ha rischiato di non esserci, per questo è stata organizzata ad aprile una tre giorni di concerti e dibattiti, e grazie al supporto del pubblico questa realtà può continuare ad esistere, così come successe nel 2002 con il successo al tpo di Bologna di un concerto (a cui parteciparono Hanging 0n A Thread, H-Strychnine, Linkage, Settlefish e Wood) che vide la presenza di più di mille persone a dimostrare l’interesse per un evento simile anche nelle altre regioni.

Rocklab: Prima di tutto come nasce “Six days sonic madness” festival?
Sdsm: Tutto è partito nel 1998 da un’idea di pochi amici che suonavano a Guardia Sanframondi visto, che almeno fino a 18 anni abbiamo vissuto tutti lì. La zona non garantiva grossi spazi di espressione e ascolto, e allora abbiamo deciso di provare noi a far qualcosa. Abbiamo iniziato ad organizzare piccole feste di autofinanziamento e “collette” all’interno della scuola..
Piano piano siamo cresciuti, sino all’edizione del 2001, quando sono venuti i Linea77 che ci hanno consentito il primo boom. Da quel momento ci siamo tutti un po’ esaltati e abbiamo deciso di aggiungere anche altre forme d’arte e gruppi stranieri. Visti i risultati e i gruppi che hanno partecipato nel corso degli anni, possiamo sicuramente dire di aver fatto la scelta giusta.

R.: Non conosco la situazione della musica live in Campania: Quali sono i problemi più grossi nell’organizzare concerti nella zona?
S.: Potremmo scriverci un libro di almeno 500 pagine.
Per farla breve, credo che per i gruppi i problemi maggiori siano la carenza di strutture e spazi ma anche la poca “passione” di alcuni gestori che non hanno alcuna voglia (o possibilità) di investire nel “nostro” circuito. Credo si tratti di un grande problema, perche’ non permette ai giovani gruppi della nostra zona di confrontarsi con altre realtà, e quindi di crescere.
Per quanto riguarda gli organizzatori, i problemi che riscontriamo maggiormente sono ancora una volta la mancanza di spazi oggettivamente adatti. A ciò vanno aggiunte le “incomprensioni” con istituzioni ed enti, davvero poco avvezzi a supportare a manifestazioni come la nostra.
Per quanto riguarda il sdsm, infine, almeno all’inizio, abbiamo avuto anche incomprensioni con il nostro piccolo popolo che, per collocazione geografica e cultura, ci vedeva un po’ come “extraterrestri”. Ora, fortunatamente, abbiamo fatto pace!

R.: Ormai sono parecchi anni che esiste questo festival: qual è stato per voi in momento migliore di quest’esperienza?
S.: Dopo 9 anni di momenti da ricordare ce ne sono parecchi. A me piace ricordare senza dubbio i concerti dei linea77, ODM e Tre allegri Ragazzi morti, dove il castello era praticamente soldout! Ma anche i SURROUNDED , il primo gruppo straniero. Farlo in un paesino in provincia di Benevento non è poi cosi scontato. A questi non posso non aggiungere i bellissimi concerti di Giardini di mirò, Zu, Three second kiss, Yuppie flu, Gatto Ciliegia VS il grande freddo, El muniria, Marco Parente, Marta sui tubi, Amari, Fine before you came, Settlefish, Discodrive, Offlagadiscopax, Artemoltobuffa, Mariposa, The death of Anna Karina, The zen circus, Patrick Wolf, Paolo Benvegnù, Perturbazione, Goodmorningboy. Insomma quasi tutti. Oltre a ciò tantissime altre belle esperienze: dibattiti,attestati di stima ed un pubblico che è diventato amico e ospite, senza mai essere stato “cliente”.

R.: Qualche anticipazione del programma di quest’anno potete darla ai lettori di Rocklab?
S.: Tra gli artisti già confermati spiccano sicuramente i modenesi JULIE’S HAIRCUT. Hanno già il volo prenotato invece i tedeschi BLACKMAIL già lanciatissimi in patria, dove il loro “Aerial view”, a metà strada tra “nuovo” rock e sound anni novanta, viene pubblicato da un’etichetta culto come City Slang, una garanzia. Dopo Parente e Benvegnù, siamo pronti ad ospitare un altro asso del nuovo cantautorato italiano ossia CESARE BASILE.

R.: Oltre alla musica vengono proposte tantissime altre attività culturali nel festival. Come riuscite a coniugare il tutto e ad interessare il pubblico anche ad esperienze al di fuori del concerto?
S.: Come dicevo prima, la nostra zona non offre tante possibilità sia al pubblico che agli artisti, quindi non è stato difficilissimo creare interesse intorno alla cosa. Il nostro pubblico ha subito apprezzato questi “diversivi”, ed ora presta molta attenzione anche a questa parte del festival. In fondo il sdsm è più una festa che un semplice festival musicale . La gente viene perchè ha voglia di vedere e sentire, ma anche e soprattutto per faren parte, per star bene con la gente.

R.: Quali sono gli artisti che sognate di vedere un giorno scritti sul cartellone del festival?
S.: Quest’anno credevo molto di poter portare THE WHITEST BOY ALIVE…ma l’abbiamo perso per poco. Per il resto mi sarebbe piaciuto aver gente come WE ARE SCIENTIST, TAPES N’ TAPES, VITALIC, IRON & WINE e THE SHINS. Ma questi sono i miei gusti, ai quali si sommano quelli estremamente variegati delle altre decine di organizzatori del festival, Insomma, anche in questo caso la lista rischierebbe di essere davvero lunga…

R.: Per finire: La musica live in Italia che futuro ha secondo voi?
S.: Credo possa aver un gran futuro. Ma bisogna lavorare tutti insieme mettendo da parte orticelli e invidie. Superato ciò, si potrebbero affrontare anche gli altri problemi. Mi piacerebbe, inoltre,che in Italia ci fossero più occasioni in grado di mobilitare un pubblico diverso, un pubblico “internazionale”, con degli eventi che costituirebbero in ogni caso una novità, un punto di partenza da cui partire per allargare e migliorare rapporti e competenze.

www.sdsm.it
Six days sonic madness 2006 si terrà al castello medioevale di Guardia Sanframonti dal 27 al 30 luglio.