Diego Cajelli

Diego Cajelli, scrittore e sceneggiatore di fumetti. Presta i servigi della sua penna e la sua grande creatività a Sergio Bonelli Editore (Napoleone, Dampyr, Zagor, Legs), Astorina (Diabolik), Disney, Aura, BD e mille progetti indipendenti piccoli e grandi (Pulp Stories, Milano Criminale, per citarne alcuni).
Si diverte a scrivere tutto quello che gli passa per la testa sul suo blog (http://diegozilla.blogspot.com).

Quando mi è stato chiesto di raccontare i miei 10 ciddì preferiti che girano nel mio lettore mi sono un po’ spaventato.
Ho infilato tutta la mia collezione di CD nel computer, e i dischi nuovi li compro su iTunes. Per cui, diciamo, negli ultimi anni il mio è stato un ascolto di pezzi singoli, in shuffle.
Poi ci ho pensato bene. A volte succede una cosa. Parte una canzone, tiro su iTunes, blocco la funzione shuffle e mi ascolto tutto il disco.
Non mi capita con tutti gli album, ma soltanto con alcuni.
Che siano quelli i miei 10 ciddì preferiti?

Eccoli qua:

Ac/Dc: High Voltage
E’ un disco perfetto. Ogni singola traccia è essenziale, precisa, irrinunciabile. Giusto per fare un paragone con i fumetti, ti dirò che ogni brano è giustapposto con il precedente e il successivo. Al tempo stesso, è un punto di partenza e un punto di arrivo.

Metallica: Ride The Lightning
Non ho un rapporto obiettivo con i Metallica. Sono in grado di perdonare tutto a Hetfield e soci, compresi Load e ReLoad. Ride the lightning è il mio album preferito. Fade to black, come ritmi e come dinamiche narrative, ha influenzato nel profondo la mia scrittura.

Curtis Mayfield: Superfly
Ascolto tantissime colonne sonore. Questa in particolare è molto meglio del film supertamarro per cui è stata scritta. Mi rilassa nei momenti tesi.

Black Oak Arkansas: Keep The Faith
Il southern rock è importante per crescere fusti e robusti. Chitarre ampie, voce grattuggiata fino quasi al fastidio. È un disco di atmosfere, da ascoltare in cuffia in metrò facendo finta di essere un caùbboi.

Nirvana: Nevermind
Ho deciso che negli anni ’90 non mi sono goduto abbastanza i Nirvana. Allora sto rimediando adesso. Foscolo direbbe che c’è un qualcosa di eterno in quelle tracce, ed è una corrispondenza di sensi che va oltre la comprensione del testo.

Deee Lite: World Clique
A volte succede. Qualcuno fa un lavoro, e questo lavoro non riceve le attenzioni che meriterebbe. Ecco. I Deee Lite, secondo me, sono il gruppo più sottovalutato della storia.

Electric Six: Fire
Unisce una serie di elementi sempre più rari: potenza, stile e autoironia. Gay Bar è un assoluto capolavoro.

Skid Row: Skid Row
Sebastian Bach merita il massimo rispetto da quando ha interpretato praticamente sé stesso nel telefilm: Una mamma per amica. E comunque sia, l’album di esordio degli Skid Row è un album favoloso. Hanno avuto un’unica sfiga, anzi due: i Guns n’ roses e i Mötley Crüe.

Swamp Zombies: A Frenzy of Music and Action!
Un disco strano, con testi e strumenti strani. Ballad sui serial killer, rock nella palude e pezzi su vecchie serie televisive. Postmoderno. Inascoltabile se non se ne colgono i riferimenti.

The Boss Hoss: Internashville Urban Hymns
Ognuno ha le sue manie, la mia è quella delle cover. Nello specifico sono un feticista delle cover di Word Up dei Cameo. La versione germanica-country dei Boss Hoss è spettacolare. Nel complesso è un disco archetipale di musica country.