Marlene Kuntz – Ricoveri Virtuali e Sexy Solitudini

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23 Novembre 2010 Sony www.marlenekuntz.com

Ricovero Virtuale

Siamo tutti adulti e vaccinati, qui. Abbastanza per sapere che a fare grande un disco rock non sono (solo) la tacca del volume o il pedale della distorsione. Nessuno scandalo, quindi, che dopo gli esordi “sonici” i Marlene Kuntz abbiano voluto imboccare strade diverse, magari più vicine ai lidi della canzone d’autore. Salvo poi non riuscire veramente a capire in che cosa quelle canzoni fossero più “adulte” o più “sofisticate” rispetto a una, chessò, Nuotando nell’aria.

Benvenga, quindi, l’incazzatura di ritorno di questo Ricoveri virtuali e Sexy solitudini, ottavo disco in studio dei cuneesi. Che come i coevi Afterhours, arrivati a una certa, sentono di nuovo l’esigenza di alzare la voce. Al contrario di quanto accadeva ne I Milanesi ammazzano il sabato, però, qui c’è una signora produzione a dare una mano: il trattamento Howie B è un toccasana, riesce a dare il giusto risalto alle  trame chitarristiche anche nei pezzi meno vivaci (l’ideale “lato B”, il meno riuscito) senza mai far sembrare il gruppo una copia sbiadita di se stesso.

Spiace, invece, che il motivo di tanto livore stia tutto in un po’ di tigna contro blogghettari e scaricatori impenitenti. Perchè, inutile nascondersi, siamo noi i “ricoverati virtuali” e i “sexy solitari” – e a voi il piacere di sciogliere il sottile eufemismo. Noi scrittori o lettori (c’è poi davvero differenza?) del e dal Web, noi “critichini” che ci sentiamo autorizzati a sputar sentenze solo in virtù di una connessione ADSL funzionante, noi che puzziamo di “sfigato, brutto, storto e avviluppato”. Noi quelli “testa fine e figa niente”, mentre lui, Godano, scopa ancora come un riccio – e ci tiene a farcelo sapere.

L’altra faccia di una ritrovata aggressività musicale sta in questo vitalismo tronfio, che torna in un po’ tutti i testi dell’album e arriva pure a sbracare nell’erotico: già Orizzonti gira attorno a un “libidinoso Mr. Hyde” che dovrebbe soddisfare un’interlocutrice presumibilmente inesperta. Ma è Pornorima a fare il botto: dietro un falsetto che ci riporta al paragone con I Milanesi… ( andatevi a riascoltare Tutti gli uomini del presidente, altro terribile esemplare di pseudohardrock pruriginoso) si mostrano le manie esibizioniste di un Godano che mai avreste sospettato. Il cantante sospira, grugnisce, eccita la sua preda con parole suadenti come “ebefrenici” o “collima” (sì, perchè al momento clou dell’accoppiamento, anzichè farsi scappare un plebeo “brutta porca”, Godano dice “collima”. Ecco perchè lui cucca e voi niente.) Ed è in questo fantasticare a luci rosse che tornano a sorpresa gli “alternativi a pacchi e stock” e “le frigidine blah blah blog”: proprio un chiodo fisso per il povero Cristiano, che addirittura s’immagina di costringerli/ci a guardarlo e ascoltarlo mentre fa le cosacce.

Per chi ha amato i Marlene dei tempi che furono, la sensazione generale dell’ascolto non sarà diversa da quella che si prova quando un tuo vecchio zio si mette a provarci con la tua nuova fidanzata a forza di battute sporche: un’immagine  patetica e imbarazzante, con l’implicito vantaggio di far sentire tutti i “sexy solitari” all’ascolto un po’ meno solitari.

PS. dal 23novembre Ricoveri Virtuali e Sexy Solitudini è disponibile in tutti i negozi di dischi e sui migliori programmi di free filesharing online

  • Gigi

    Recensione ridicola. Hai la coda di paglia?

  • Giacomo

    è veramente un disco orrendo. un gran peccato.

  • dado

    Concordo in pieno, come se non ci fossero cose più importanti per cui incazzarsi

  • Luca

    Recensione che parla principalmente di due brani (su 11) del disco. E mi sembra che nel disco ci sia molto ben altro del solo livore contro blogghettari e scaricatori. Non si parla di brani come “vivo”, “l’artista”, “io e me”, “oasi”, “idiota” , “scatti” che parlano di tutt’altro. Mi spiace avete ascoltato male il disco e la recensione non dà indicazioni esatte sull’album.

  • Simone

    E meno male