The XX: Viaggi al termine della notte

Un disco minimale, fatto di sospensioni, che ci parla anche attraverso le pause, il non detto, testi spesso ridotti all’osso, il grado zero della comunicazione. E che tuttavia riesce ad essere nello stesso tempo violentemente affascinante ed evocativo. Non sembra anche a voi che la musica degli XX rimandi a qualcos’altro, a qualcosa di più di quello che viene detto? Le pause tra un battito e l’altro, le note appena accennate, i silenzi…

Ho impostato il viaggio dentro questo disco come un viaggio notturno, un viaggio dentro diverse notti, ognuna delle quali ha una caratteristica e una suggestione precisa.

Ho aggiunto anche qua e là qualcosa di mio, che troverete comunque fuori riquadro, al fine di calare meglio il lettore nel “non detto”, ovvero nelle suggestioni musicali che i singoli brani richiamano, suggestioni e “non detto” che sono un po’ la cifra stilistica peculiare di questo disco.

Mi sono lasciato guidare dalle sensazioni che hanno suscitato in me questi brani, a volte prosa, a volte qualcosa di simile alla poesia. Sempre e comunque ci sarà uno stralcio di testo originale tradotto, come un mantra, che troverete sempre riquadrato. La parola d’ordine è stata levare, alleggerire, ridurre.

Cos’altro dirvi prima di congedarmi? Quelli che vedete qui in giallo sono dei link: lasciatevi guidare come sonnambuli dai titoli delle tracce, e scoprirete a quale notte vi avrà condotto il vostro silenzioso vagare. E mi raccomando, questo viaggio è così fragile che va fatto solo nelle ore più scure, credetemi: in girum imus nocte, et consumimur igni.

Intro
VCR
Crystalised
Islands
Heart Skipped a Beat
Fantasy
Shelter
Basic Space
Infinity
Night Time
Stars

Notte n. 1 – Intro

Un brano strumentale che è come la fine del disco, il termine della notte. Cominciate così questo viaggio dalla fine, all’incontrario.

Ecco la notte che termina in blu
Eccolo il giallo limone, e l’ocra, ed il verde cobalto
E le luci di strada non spente.
Ma ancora un minuto
A guardare quel giallo che mandano intorno
Non servire più a niente
Che la strada è già l’alba del giorno seguente

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Notte n. 2 – VCR

…Oh invisibile! Oh te!

che il mondo lo guardi di scorcio
che ti basta un riflesso
sfocato
sopra vetrate di industrie
e d’uffici

Questa è la notte che contiene le notti migliori di voi adolescenti, di estati passate a tirare mattino, a girare parole dentro stanze fumose, su lattine di birra e mix su cassetta. Siete i cani delle città ormai vuote. Siete i rumori lontani, le frenate di auto lanciate sulla ghiaia dei corsi, le saracinesche abbassate delle pizzerie. Sedici anni, e siete i padroni. Sapete di perdere tempo, e lo potete anche fare. E c’era sempre un bel film, nel videoregistratore.

Si viveva per metà di giorno e per metà la notte
Guardavi le cose da un videoregistratore
Insieme a me, e parlavi del tuo grande amore.
Io pensavo che avremmo potuto essere delle superstar
E tu dicevi “noi siamo i migliori”
E tu sei uno che queste cose le sa.

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Notte n. 3 – Crystalised

…Erano i tempi dei cani solitari
Delle rapide battaglie
Di cadute da cavallo
Erano i tuoi denti spezzati
Il tuo sangue le tue labbra
Le incursioni dei tuoi occhi
E le rapine
Un fiore nero
[…]
Erano i giorni dell’idrogeno
Era il Pieno contro il Vuoto

Questa è la notte in cui soffocano gli amori più folli, quelli che hanno bruciato e devastato la terra, e riempito il cielo con le loro colonne di fumo. Ora che ti sei vestito di corazze, e gettato in mezzo al rogo, ora che non ti è rimasta che cenere, sai quanto brucia quel fuoco, anche solo ad averlo vicino. Hai imparato l’economia dei rimpianti, sai a cosa sei in grado di rinunciare. Hai imparato a costruire sopra le macerie del tuo cuore, costretto a scegliere fra te e un amore.

Lui:

Hai detto che sono un pazzo
A voler rinunciare a tutto questo
Ma se la nostra casa brucia
Come potrò io mai uscirne vivo?
I ghiacciai sono ormai sciolti nel mare,
Vorrei che la marea portasse via anche me
Sono caduto in ginocchio
E tu stai avanzando
Rallenta, ti prego, vai piano.

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Notte n. 4 – Islands

Questa è la notte in cui un’isola viene scoperta, e presa. Le isole sono fatte per questo, e mentre i fuochi delle navi bruciano sulla spiaggia e la festa di un approdo volge al termine, resta il senso di una fine. E resta gigante e inoppugnabile, al centro della scena, nel cuore della foresta, il conflitto umano primordiale tra avere e volere, tra sogno e certezza, tra esplorare e trovare. E scoprire che a volte il possesso ha ben poco a che fare con l’amare davvero.

Lei:

Sono tua ora
E per questo non dovrò più andarmene
Sono stata trovata
E per questo non avrò più niente da esplorare

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Notte n. 5 – Heart Skipped a Beat

Questa è la notte in cui ti ricordi di quando eravate al centro commerciale, e l’ascensore si apriva, eccovi, siete arrivati al piano. E ci hai visto dentro la vostra fine, e comunque siete scesi. Questa è la notte in cui le mandi di nuovo una mail, perché non hai ancora imparato a non farti del male. Questa è la notte in cui tu ti chiedi se davvero lui era quello giusto, se rimarrai da sola, se c’è qualcosa che non va in te.

Questa è la notte in cui scoprite che due persone troppo simili non riescono a stare nello stesso ascensore.

E siete solo i cocci ed i frammenti di granate
Le schegge delle vittime e le mine
Che andranno a costruire
Le nuove e più felici relazioni
Di nuovi e più felici esseri umani
L’età dell’oro ancora da venire
E in attesa di ulteriori informazioni.

Lui a Lei, Lei a Lui:

Il cuore ha saltato un battito
E quando l’ha ripreso eravamo già lontani
Ma alla fine, è una storia già sentita.

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Notte n. 6 – Fantasy

Lui:

Per avere l’effetto desiderato
Potresti farti viva in Agosto, o meglio ancora, a Giugno?
E lo so, anche a me dispiace che ci vedremo domani: domani è troppo presto
Ma le nostre collisioni, lo sai, avvengono sempre come fiori sbocciati a metà.

I sogni sono sempre perfetti, tutto accade nella giusta misura, con il respiro della nostra anima. Questa è la notte in cui hai sognato di incontrarla, con il giusto scenario, le giuste parole, c’era molto sole, e tu sapevi esattamente cosa dire.

Ma quando le hai detto davvero cosa provavi, e la realtà ha mostrato il suo volto peggiore, hai avuto l’impressione di aver gettato per terra il tuo cuore, nel disastro:

Le corde del tuo cuore sparse sul terreno
E i pezzi delle tue ossa, dappertutto.
Un incidente…

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Notte n. 7 – Shelter

Questa è la notte in cui lei ha avuto un attacco di panico, e si sente così distante da voi, si sente una distanza siderale, un oceano d’inverno. E come farebbe una donna vi accusa di non esserci stati, di non saper nuotare in quel freddo anche voi. “Vorrei che lo provassi” vi ha detto. E vi ha odiato.

Ma quando ve ne siete andati, lei si sente affogare. Affoga in ogni abbandono, in ogni saluto.
Ora sapete perché
Le donne hanno nomi da uragani

Lei:

Io trovo rifugio in questo modo
Sotto copertura, mi nascondo
Mi puoi sentire quando ti dico, che non mi sono mai sentita così?

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Notte n. 8 – Basic Space

Questa è una notte semplice, dove l’amore si fa senza un motivo, perché ti senti sola, per non dover dormire, per vivere ancora, per non sentirti naufragare. E poi scopri che, invece del naufragio, hai avuto in sorte una trappola mortale.

Lui:

il collo ed il petto, ed il mio busto per terra
sono facile preda, dividimi in quattro
facciamo un bel patto: un pezzo alla volta, un giorno ciascuno
e non lasciar niente
una settimana va bene?

Lei:

ti prenderò a pezzetti
e possiamo andare anche più a fondo
Io ho imparato a naufragare, da qui a molto tempo
sono stata sottacqua, e ho dovuto respirare
E ora non so più
dove comincio io
e dove finisci tu.

Lui e Lei:

E’ un semplice spazio, è aria
aperta
Non guardare altrove
Non troverai niente.

 

Lei:

Voglio fissare noi due nella pietra,
prima di ritrovarmi da sola
Prima di doverci lasciare
Voglio sigillarti nel vuoto:
trattienilo, aria, non lasciarlo scappare!

 

Lui:

E’ una vasca di cera bollente,
questa che vedo, ed io ci sto entrando
La lascerò indurire
Per chiudere ogni anfratto
E non c’è tempo di muoversi, o di ricominciare.
Devo proteggere ciò che ho, preservare.

 

Lui e Lei:

E’ un semplice spazio, è aria
aperta
Non guardare altrove
Non troverai niente.

 

Lui:

La cera calda mi ha lasciato addosso uno strano splendore
E non saprei dire ora se si è presa con sé qualcosa
che ero
o qualcosa di me.
E’ una specie di seconda pelle.

 

Lei:

Non posso lasciarti partire
Ora vieni da me
Entrami dentro.

 

(per questa canzone ho scelto una traduzione qua e là rispettosamente libera, che lasci tuttavia inalterato il senso e le immagini originali)

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Notte n. 9 – Infinity

Questa è la notte appiccicosa come il calore del Messico, come un bicchiere di Cointreau.

Questa notte avete ascoltato Chris Isaak, con la luce soffusa, nel tepore diffuso della vostra stanza. Il Cuore Selvaggio che avete chiuso nel petto vorrebbe prendere le chiavi e la moto, ed andare lontano, a perdersi chissà dove, chissà su quale statale. E lo state facendo, siete scesi dal letto, state aprendo la porta, ma… il vostro Cuore Indolente vi dice che state ancora dormendo, e che non avete una moto.

Avete discusso a lungo sul senso della parola “Hypnagogico”. Ebbene, è questo.


Lui:

Sospeso così a lungo
Ad un tuo ritorno
E l’immobilità che brucia
Vorrei smetterla, vorrei farla finita ma
non riesco a rinunciare a te

 

Lei:

Non riesco a rinunciare
Ad abbandonarmi alle carezze di qualcun altro
che non sia tu
Perché ti voglio ancora.

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Notte n. 10 – Night Time

I sorrisi miei forzati sono sangue nella neve
Sono oggetti che ti implorano a esser presi
Sono i carichi sospesi
Che non sanno se cadere
Sono i cani ammaestrati
I pesci rossi delle fiere.

Questa è la notte in cui avete scoperto che si può essere tremendamente soli anche in due, ed è una solitudine ancora peggiore, non è vero? Forza vuotate il sacco, dite quello che provate davvero. Ma poi dovrete sopportare lo strazio di un altro cuore. O lo strazio del vostro. Benvenuti nel gioco del dolore.

Lei:

posso confessarti queste cose?
Beh, io non lo so.
Sono conficcate nel mio petto
E fa male trattenerle

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Notte n. 11 – Stars

Questa è la notte in cui le stelle non brillano, in cui l’amore a prima vista non esiste, questa è la notte in cui una generazione colorata si libera di questi orrendi cliché. E lo fa in silenzio, ma credetemi, lo fa davvero. Questa è la notte in cui i ventenni stabiliscono nuove parole, nuovi vocabolari per le relazioni di veri esseri umani. La trasgressione è per i decadenti palazzi del potere. Qui non si trasgredisce niente, perché semplicemente, non esiste nulla da trasgredire. Quando il vecchio capì questa cosa, era già morto.

Lui:

posso darti tutto al primo appuntamento
non esisto al di fuori di questo luogo
e vedi bella, posso anche cambiare
E se le stelle non dovessero splendere
La prima volta
Beh, cara, per me va più che bene
Gli possiamo dare tempo
Un sacco di tempo

 

Lei:

E io posso stabilire dei limiti
Al primo appuntamento
E poi lasciarteli oltrepassare
Lasciarti prendere ogni limite che ho
Ma se le stelle non dovessero splendere
La prima volta
Beh caro, per me va bene
Perché gli possiamo dare tempo
Un sacco di tempo

 

Lui e Lei:

Se mi vuoi
Dimmelo e basta
Dove vuoi che andiamo?
Non c’è bisogno di parlare
Già lo so
Se mi vuoi
Perché andare?
Ma se le stelle non dovessero splendere
La prima volta
Per me va bene sai?
Perché gli possiamo dare tempo
Un sacco di tempo

(love)

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  • Tanja

    Complimenti,è molto molto bella la recensione,come è fantastico quest’album. Ultimamente ascolto solo questo