The Laundry Music Service #1 – Mirrors: Synth-Pop “so British”

The Laundry Music Service è gestito da una giovane ragazza che sogna di fare la stilista, che ha studiato, ma nonostante tutto si ritrova a disegnare figurini dietro la macchina a gettoni! Ogni giorno nel suo negozio si presentano gli artisti più strani che portano a lavare i vestiti indossati sui palcoscenici dei loro tour. Lei non resiste… li scruta e li commenta, come solo un esperto stylist potrebbe fare… e si ritrova così a lavare “i panni sporchi” della musica… a parlare di moda… ciò che la musica vorrebbe snobbare, ma con cui è costretta a convivere.

The Mirrors

Pettinature leccate, giacche avvitate, pantaloni in completo e skinny-ties sembrano essere gli accessori essenziali per realizzare un perfetto outfit synth-pop “so British”! I Mirrors si vestono così e il risultato è uno stile elegante ed essenziale, quasi enigmatico, che forse lascia poco spazio all’espressione di una specifica personalità. Viene da chiedersi se questa essenzialità abbia lo scopo di non oscurare la musica o se piuttosto sia strumentale ad identificarne il genere. Eh si… perchè il tentativo è chiaramente quello di un melanconico richiamo all’elettro-pop anni ’80, senza il make-up vistoso di Gary Numan però..che forse farebbe “troppo tresh” (il kajal c’è..ma è solo accennato!). Atmosfera vintage anche per i video: la si percepisce nel mobilio e nella carta da parati della scenografia e negli effetti patinati delle riprese. Completo giacca-pantalone e cravattino, dunque, non sono una scelta originale ma ispirata, adottata negli anni ’80 dai Modern English (che al tempo erano “modern” per davvero) e recentemente recuperata da varie band inglesi tra cui gli Hurts, per citarne una. Loro però aggiungono gilet, colletti alla coreana e sciarpe di seta per un apparel ancora più ricercato e retrò. A testimoniare che questo stile è tornato di moda è la nuova collezione primavera estate di Viktor&Rolf, non a caso presentata a Parigi (ormai l’anno scorso) con l’accompagnamento live di La Roux, altro esempio di synth-pop made in Britain: perfettamente coerente è il look androgino della sua cantante, oserei dire..“alla Annie Lennox”!

Shopping tips:

Ora… chi volesse riprodurre a casa lo stesso stile, potrebbe trovare ispirazione nel documentario Synth Britannia della BBC4 o nella nuova linea maschile di Uniqlo+J disegnata da Jil Sander, che sfoggia il perfetto look-minimalista. Gli stilisti inglese Paul Smith e Ben Sherman, poi, non hanno mai smesso di proporre giacche skinny e cravatte sottili realizzate con tessuti retro-chic.  Altrimenti non vi resta che fare un giro nei mercatini dell’usato, spingendovi nella patria in cui lo stile ha avuto inizio, tra i banchetti di Bricklane o da Rockit, la miniera del vintage inglese. Aggiungerei alla lista degli acquisti delle bretelle, rigorosamente sottili, che sono sicuramente nascoste sotto le giacche degli artisti e una delle loro perfette camicie grigio-perla. Otterrete così la mise sobria e raffinata, diciamo così, “da bravo ragazzo ma non troppo”, che ai Mirrors è perfettamente riuscita: forse la loro immagine non sarà il frutto di una scelta indipendente, ma si rivela perfettamente “intonata” alla loro musica.

Votazione:

cool – 3
originale – 1
intonato – 3

Totale: 7

Illustrazioni di Jade Bajeot