Beirut – The Rip Tide

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30 Agosto 2011 Pompeii Records Beirut Band

The Rip Tide

Il bardo bohémien del New Mexico, Zach Condon, quest’anno torna con The Rip Tide. Nel pentolone gli ingredienti sono gli stessi che lo hanno portato al successo planetario. Analogia protratta con strumenti acustici di stampo etnico e marce melanconiche che ci fanno sentire in un’altra epoca.

Le rifiniture dei pezzi risentono delle esperienze dei tempi precedenti al disco del giovane Beirut. L’innesto di pattern elettronici sotto gli altri strumenti ci fanno pensare a Realpeople/March of the Zapotec, in cui Zach aveva ricominciato a smanettare con un po’ di musica di stampo digitale.
In più gli arrangiamenti fortemente classici attorno alle strofe possono essere stati indotti dal massiccio uso di elementi da piccola orchestra che il cantautore ha portato in giro con i suoi live, sempre di più negli ultimi anni, fino all’album live dove questi elementi quasi prevalgono sulla sua prediletta chitarra hawaiana.

In The Rip Tide la vivacità è sicuramente più marcata rispetto ai lavori precedenti e l’ottimismo o la speranza sono i sentimenti che prevalgono. C’è da dire che Zach ha imparato a sfruttare il connotato esotico della sua musica per scatenare nei suoi ascoltatori le stesse emozioni che potrebbe offrire un’avventura in qualche posto sconosciuto, magari un’isola deserta, o una città inesplorata.

  • Sembra più il comunicato stampa che una recensione…

  • Roberto Strino

    detto da uno che scrive per rockon lo considero un complimento, significa che sono riuscito a ricalcare la vostra linea editoriale. Oppure è solo invidia perché mi vorresti nell’ufficio stampa della tua band?