Offlaga Disco Pax @ Hiroshima Mon Amour (Torino) – 16/03/2012

Attitudine e  Visual: Prove tecniche di trasmissione dal cucinino abitabile di Cavriago ai palchi del “Gioco di Società Tour”. Interferenze multicolor vibrano sui monitor agli estremi dello stage, collegati a strumentazione e gingilli elettronici; sullo sfondo lo stesso battito cardiaco dettato dalla banda larga. Ai piedi del palco cimeli del piccolo mondo antico (Fogazzaro) che fu: peluches sgualcito, modellino di Golf rosso partito (o è una Prinz?!) e Toblerone d’ordinanza (qualcuno sa perché). Reliquie di un Partito non pervenuto (purtroppo) rievocato con sottile ironia dagli OfflagaDiscoPax. Look dimesso (e ci mancherebbe, giusto commesso supponente?), incappucciati in total-black (che neanche gli Aucan…) Enrico Fontanelli, Daniele Carretti e Max Collini trasmettono un delizioso disagio on stage enfatizzato dalla quiete straniante con cui ci si ritrova ad ascoltare attoniti i racconti pungenti di Max.

Audio: Solo apparentemente scisse, le cronistorie del paroliere capace in qualche modo di raccogliere l’eredità di Giovanni Lindo Ferretti in maniera del tutto personale ed i tappeti sonori elettro-minimali di Fontanelli/Carretti si fondono con chirurgica perfezione, raggiungendo dal vivo sia l’appeal del reading teatrale sia l’apnea elettronica. Le parole si susseguono e rincorrono alla perfezione, senza sbavature; i ricami cibernetici (assai più minimali, quasi “suggeriti” in Gioco di Società) sono magistralmente gestiti da musicisti e tecnici.

Set list:  un’abbondante ora e mezza di live consente di presentare quasi per intero l’ultimo lavoro “Gioco di Società”: manca all’appello solo Desistenza. Il repertorio rivela qualche sorpresa (assente l’amatissimo professore liceale Kappler e il divorzio casalingo di Defonseca) ma anche qualche presa di posizione (vedi la ferma volontà di diversificare l’inflazionato riempi pista Robespierre: niente dancefloor, solo reliquie). Memorabile l’eccitante disavventura di “sesso, sesso e case popolari” in Cioccolato I.A.C.P.  e l’odio giustificato verso un commesso borioso in Tono Metallico Standard.

Pubblico: Collini entra negli Offlaga dopo i 35 anni. I trascorsi reali di vita vissuta fanno la differenza per chi si identifica nelle piccole-grandi cose descritte da Max. L’età media sale dunque, rispetto a taluni concerti patinati del circuito indie nostrano. Per molti il pensiero vola verso ciò che è stato, per altri verso quel che sarà o potrebbe essere. Dati anagrafici a parte, all’Hiroshima si sfiora il tutto esaurito.

Locura: sottile, sottilissima. Non rintracciabile in un unico episodio. Basta incrociare lo sguardo allucinato di Collini e pensare a quante volte la sua grottesca ironia del quotidiano ci ha accompagnato nella riflessione, mentre camminavamo verso l’Arci.

Conclusioni:  Irresistibili alieni che nel giro di un’ora diventeranno i vostri migliori amici. Basta solo fermarsi e lasciarsi irretire dalle stringhe di ritmo e parole. E agli applausi preferiscono una bella chiacchiera coi fan nel dopo concerto. Questo non è il concerto dei Police nell’80 descritto in Respinti all’uscio, ma la prova tecnicadi trasmissione (e comunicazione) è decisamente ben riuscita. Reggio Emilia Mon Amour!