Japandroids – Celebration Rock

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Dopo il bellissimo riarrangiamento in chiave Noise-pop a nome Dylan Baldi (Post Nothings) assaggiato quando ancora per le strade giravano gli spazzaneve, i primi caldi ci propongono un duo, anch’esso prodigo nell’intento di rinfrescare parte della cultura indipendente Eighties e Ninenties nel linguaggio. Diciamolo subito,  i Japandroids oggi tracciano un segno netto, evolvendo nuovamente un suono forse in passato troppo legato alla componente melodica, traslitterando le intuizioni di band come Replacements e Gun club, da cui viene felicemente coverizzata “For The Love Of Ivy” e donando loro un taglio post-moderno.

Il risultato di questo processo è un post-punk melodico e che cita tranquillamente i propri mentori senza paura d’essere tacciato di retromania. Nell’opener “The Nights of Wine and Roses” oltre al vezzo di scambiare il giorno con la notte  (vedi The Days of wine and roses dei Dream Syndicate), emerge immediatamente la vena pop della band insita in quei refrain già pronti per essere intonati dai fan in sede live, Fire’s Highway. Celebration Rock è un turbine di cori presi in prestito dell’hardcore più melodico ed incastonati come pietre del sole su impalcature post-punk, è come aver spurgato il Post-Hardcore degli At-The Drive da quella componente prog, poi divenuta matrice dei Mars Volta, per poi imbottirlo nuovamente con la melodia sapientemente fatta scendere di giri delle band che verso fine anni novanta esaltavano la generazione skate-punk, vedi Evil’s Sway e Adrenaline Nightshift. “Younger Us”, infine, è sognante e nostalgica, come i filmini delle estati passate, quelli nelle quali la birra era una fedele compagna e l’amicizia l’unico collante.

Non perdete l’occasione di passare un’estate con la celebrazione del rock nelle vostre orecchie, un giorno potreste rimpiangerlo.