Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – Corners

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Chitarre storte in primo piano e farcela lo stesso. Farcela davvero. Foligno-Dallas percorsa già tre volte negli ultimi sei anni (la quarta in arrivo), affrontando un tragitto ormai amico in direzione SXSW (Il festival texano). La storia dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger! dovrebbe farci riflettere sull’odierno mondo della musica. Perché per loro il concetto è semplice: basta prendere una passione (per un suono, una scena) e ficcarci dentro l’anima – in barba alla moda del momento, al riuscire seguendo la scia. La band di Foligno possiede un’estetica da sempre malcelata, che al netto del Punk di “Be Yr Own Shit” (2008) e dell’Indie legato all’Ep “Whispers“, ha cominciato ad emergere fin dal fragoroso “Forever Young” (2013). Parliamo di un suono smaccatamente nineties che poggia sull’asse: “Dinosaur Jr. – PavementSonic Youth“, per diramarsi verso soluzioni che ne determinino la personalità.

Oggi, giunti al fatidico terzo lavoro su lunga distanza, i nostri rispettano l’iter facendo un centro fragoroso. “Corners” si presenta esplicativo fin dal titolo nel raccontare di come siano stati smussati certi angoli vivi presenti nel precedente full length, dando maggior risalto alla forma canzone, alla melodia. Infondo non parliamo di gente che vive d’apparenza; ma che osserva, magari da lontano, tutte le svariate angolazioni della vita. Le tematiche in seno all’album si muovono attraversando un crogiolo d’emozioni portanti per l’animo umano. Sofferenza ed entusiasmo si susseguono in un’altalena umorale memore delle atmosfere più mature dei Dinosaur Jr. (Bug, Green Mind). Nel brano “Sacramento” il riferimento ad “Unfair” dei Pavement è diretto, ma incastonato all’interno di una storia che vede il protagonista affrontare un viaggio dal sud al nord della California – perché? Ovvio, per vedere l’ultima band Psichedelica di Sacramento.

Il tutto nell’ottica di un perfetto connubio fra Rock e modernità: da una parte la splendida rielaborazione di un passato glorioso, dall’altra l’utilizzo della tecnologia per promuoverlo. Perché se la band è ormai resident all’SXSW, e al CMJ (New York), se le Slits li adorano, se “The Architects of Despair” (da “Be Yr Own Shit“) è finita nella colonna sonora di “Hated” (Lee Madsen, 2012), e “Whispers” di una nuova serie in arrivo per la BBC, fidatevi non è un caso. Un’esperienza da mandare a memoria per buona parte delle nostre formazioni, ed un disco, quest’ultimo, capace di monopolizzare i vostri dispositivi almeno fino all’arrivo della bella stagione.

 

Data
Album
Tiger! Shit! Tiger! Tiger! - Corners
Voto
5