Marlene Kuntz @Bronson (RA) “Onorate Il Vile Tour” 21-01-2017

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La spinta propulsiva arriva dal basso e vede nei promotori dell’evento uomini di marketing e fan sfegatati. Forse loro, i Marlene Kuntz, non ci stavano pensando neanche (così dicono) alle celebrazioni: ma visto il successo ottenuto dalla ristampa di Catartica (2014) e dal seguente tour tematico, le cose presto cambiarono. Quindi risulti ben chiara fin da subito la natura di una proposta che si dirama attraverso una serie di esperienze fin dai primi mesi del 2016 – se pensate al mero progetto pubblicitario, avete sbagliato campanello. Si, perché la consequenzialità degli eventi si snocciola partendo dalla coda lunga della precedente festività (sempre Catartica nel 2014) mediante un docufilm a cura di Sebastiano Luca Insinga che celebra la band a vent’anni dall’esordio. “Complimenti per la festaesce sul grande schermo il 17 Febbraio in quaranta sale italiane, spartendosi la ribalta con il nuovo album “Lunga Attesa” – sugli scaffali dal 29 Gennaio. Un ottimo lavoro anche quest’ultimo, tanto da spingere la band di Cuneo a sfruttarne la complicità e la concomitanza con l’anniversario del secondo ed acclamato “Il Vile” (1996), studiando una scaletta live d’eccezione.

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Onorate il Vile Tour 2017” vede la sua seconda manifestazione presso il Bronson di Ravenna, cornice dimensionalmente perfetta per liberare l’affetto e la passione degli accorsi per l’evento. Parliamo di un sold out poderoso capace di aumentare la temperatura del locale e corroborare gli attori sul palco.

La scelta è quella di partire subito forte proponendo un singolo generazionale come “3 di 3” al secondo episodio, lasciando sul finale la traccia omonima dell’ultimo lavoro. In mezzo, tutta la potenza conservata nei solchi de “Il Vile” viene amplificata da certi nuovi brani smaccatamente eighties (Dinosaur Jr.) come la magnifica “Leda” e l’indolente “Niente Di Nuovo“. E’ però con “Come Stavamo Ieri” che la sala si apre, respirando a pieni polmoni tutti i malinconici interrogativi provenienti dal palco. Se il pubblico risulta religiosamente devoto, è anche perché sul palco c’è un gruppo in gran forma che non lesina una goccia di sudore; riproponendosi a fine concerto disponibile con chiunque stazionasse presso il bancone del bar in cerca di una foto o di curiosità/approfondimenti. Domande, sorrisi e long island tea. Alla faccia di chi li taccia di snobismo. Forse la miglior cosa vista da queste parti.