Gazebo Penguins – Nebbia

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3 marzo 2017 To lose la track gazebopenguins.com

Il nuovo album dei Gazebo Penguins parte con un attacco elettrico in odor di Deftones. Quelli di “Be Quiet And Drive (Far Away)”, nel caso di specie trapiantati sulla montagna di “Bismantova”. E infatti tocca proprio stare tranquilli e guidare con calma. Perché la strada che abbiamo davanti, come mostra l’artwork del disco, è fitta di “Nebbia”. Ma nonostante l’invito alla cautela, schiacciamo l’acceleratore. A tutto gas, sul pedale delle conclusioni. Del resto, c’è più di una ragione per sbilanciarsi e ritenere quest’album un piccolo capolavoro, nel suo genere. Capolavoro per motivi che esulano dalla bellezza del disco. Capolavoro perché fratello terminale del seminale “Sfortuna” dei Fine Before You Came. Metti quindi che qualcuno, tempo un secolo, si chieda: “ma com’era l’alt-emo/post-hc italico dell’epoca? E cos’era soprattutto?”. La risposta, grazie al cielo, sarà facile. Com’era? Così così. Cos’era? Soprattutto Sfortuna & Nebbia.

“Anche se sembra tutto nero, è una fotografia” recita il testo di “Bismantova” (primo brano, nonché miglior brano del disco). E qui si entra subito nel cuore (nero) dell’opera. “Mi sveglierò anche domani, con la paura che posso fare a meno di te, resta ancora” recita invece il testo di “Soffrire non è utile”. La paura in questo disco è qualcosa che si vive e si afferra, al di fuori di ogni possibile dubbio, e che quindi non necessita del congiuntivo. Tutto il resto, però, è tragicamente dubitativo. Liriche amletiche, come esige il copione di ogni spaccato epocale che si rispetti. Sparire o mettersi in gioco? Prendere il toro (la vita) per le corna o immalinconirsi al pensiero del bel tempo che fu? Essere o non essere? La perfida realtà è davvero così perfida? O siamo piuttosto noi a guardarla con lenti fuori fuoco? Questo è dunque il problema.

C’è aria però di armistizio. Perché in fin dei conti, come ricorda il brano “Porta”: “Non avrai altro dio al di fuori del mondo” . E se le liriche non cambiano di una virgola rispetto al solito “emo-cuore infranto” del post-hc nostrano, la musica si è fatta ancor più plumbea. Così le chitarre e le melodie somigliano, ma tanto, a quelle di gruppi stranieri anche recenti come Turnover o Title Fight. Un post-hc che ha quasi più a che fare col post-punk dei Comsat Angels, dei The Chameleons, dei The Sound, rispetto ai baccanali di Drive Like Jehu o Fugazi. Chitarre che cercano nei momenti di vuoto la grazia sognante di Cocteau Twins e The Cure, o The Edge, prima che riesplodano in tutto il loro volume i drammi di un album davvero, per certi versi, sovraccarico di pathos.

Chi vedeva nei Gazebo Penguins una versione più facilona e zuccherosa dei FBYC (guarda caso usciti qualche giorno fa col nuovo lavoro) dovrà ricredersi. Alla luce di vari ascolti, il pensiero è che “Nebbia” sia un disco profondamente amaro e triste. Prima si è parlato di “capolavoro terminale” perché in qualche modo (con l’artwork, col titolo, con le sue canzoni) riassume definitivamente gli umori e pure gli stilemi di tutto un genere, forse di tutta una generazione. Per dire, saltando di palo in frasca, in “Siberia” dei Diaframma faceva (fa) meno freddo e c’era (c’è) molto più colore. La formula è comunque leggermente variata rispetto al passato, e sottolineiamo “leggermente”. Merito forse di influenze recenti (anche se “Tired of Tomorrow” dei Nothing ha una marcia in più).

Per chi, come il sottoscritto, sogna un ritorno alla libertà compositiva e all’estro del post-hardcore fugaziano (ma anche dei più semplici Embrace), sarà un ascolto piatto, monocorde. Per altri sarà il disco della vita (molto, molto agra). Si suggerisce l’ascolto in coppia con “Sfortuna” dei FBYC (2009) per riassumere in un’oretta questi anni (non pochi) di musica col cuore maciullato, gli occhi stanchi, e il fegato ingrossato. Ovvio che c’è molto (moltissimo) di peggio rispetto a questo quarto album dei Gazebo Penguins. Stiamo pur sempre parlando di uno dei migliori gruppi presenti in Italia. Ma perché accontentarsi della solita medicina? Da assumere, come da bugiardino, prima o dopo i pasti. Sempre che abbiate appetito.

Data:
Album:
Gazebo Penguins - Nebbia
Voto:
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