SINAPSI CHI E’ UN SINAPSI? L’estetica ricercata è quella di una nuova psichedelica, ovvero un universo soggettivo in grado di descrivere la realtà moderna deformandola percettivamente. Sono in genere professionisti di arti grafiche, assistenti universitari, addetti del settore spettacolo e cultura. Sono quelli che l’Italia è provinciale proprio per antonomasia.Ecco i suoi 10 dischi del 2011 – Scopri la scheda completa a questo link
Oramai siamo già al quinto disco solista e senza sbagliare un colpo. Completamente diverso da “Real emotional trash”, altrettanto bello. [Paolo Viscardi]
Un respiro caldo appanna ancora una volta la fredda superficie del pop contemporaneo. [Enrico Calligari]
Cambiano la forma tre volte in altrettanti dischi eppure riescono a fare sempre centro. Dimenticate l’irruenza dell’esordio e la cupa malinconia di “Primary Colours”. Gli ultimi Horrors sanno essere eterei ed esplosivi allo stesso tempo. E non finiscono di sorprendere. [Federico Baldi]
La fine dell’innocenza country prima di intraprendere il vizioso del psichedelico [Massimo Sannella]
Dal Galles un prog-kraut-rock tra dulcimer e glockenspiel che fa lezione e provocazione sensuale [Massimo Sannella]
Una band che ha ancora voglia di sperimentare e ci chiede di seguirla in un sogno [Emanuele Binelli]
Ascoltateli adesso più che potete, con l’anno nuovo scompariranno e non saranno mai esistiti. [Enrico Calligari]
Chitarra da seventies rock, fiati marca motown e un coro di bambini, tutti insieme per un inno dedicato alla resistenza del Black Metal. Se non è rock totale questo [Simone Dotto]
Not another indiefolk record. È possibile suonare vecchi strumenti in acustico e avere la sensibilità contemporanea dei Radiohead? Loro dicono di sì [Simone Dotto]
Psichedelia dub e dream-pop. Un disco che fluttua come una bolla di fuoco nell’oceano sospinta da preminanti giri di basso cui fanno eco loop vocali sognanti e stilettate di chitarra. “936” è un capolavoro dell’underground americano. [Federico Baldi]
DAVID LYNCH – CRAZY CLOWN TIME
Il mago del delirio onirico e delle sovrapposizioni simboliche, il violatore dei nostri schermi sforna questo disco di una inconsistenza disarmante, e molta critica gli regge il gioco. Noi no. [Silvio Battaglia]