Intervista a Federico Fiumani: Tra Sociologi e Stranglers…

Niente di Serio segna il ritorno sulle scene dell’alibi rock di Federico Fiumani, i Diaframma, pezzo di storia della nu wave fiorentina e italiana degli anni Ottanta e band sempre più plasmata dalla carismatica figura del proprio leader. Tra sociologi e Stranglers, la parola a colui che a detta di molti è definito l’inventore del cantautorato rock cantato in italiano.

RockLab: Inizio citando un tuo verso, laddove scrivi che “I sociologi sono importanti”: i musicisti pure, aggiungo io, per arrivare a chiederti come secondo te è cambiata negli ultimi decenni la fruizione musicale a livello sociologico: una volta le cosiddette “scene” erano qualcosa di potente in cui identificarsi (la Firenze degli Ottanta poi fu un’esperienza straordinaria, dettata da particolari sinergie forse) ora la questione si è fatta più complessa, i confini sono più labili, tutto è più frammentato…
Federico Fiumani: Sicuramente sono cambiate molte cose, soprattutto grazie a internet. Tutto è collegato adesso, a portata di mouse. Nei primi anni 80 se volevi entrare in contatto con qualcuno dovevi informarti, scrivergli, aspettare una risposta ecc. per certo versi adesso è meglio, sicuramente è più facile fruire di una musica comunque “underground”. Però manca il senso della conquista, la soddisfazione di appagare un desiderio..Prima si aveva la netta sensazione di far parte di una elite, pur se piccola e misera.

R: Una tua dichiarazione mi ha colpito particolarmente: “In campo musicale, spesso, si nasce incendiari e si muore pompieri” riferito al passaggio dall’irruenza iconoclasta del punk che diventa magari disincantata riflessione del cantautorato. Eppure è bello sentire come in pezzi quali “L’energia del rock” il mordente targato ’77 sia ancora intatto: citi i Ramones, musicalmente affiorano gli Stranglers…
F.F. Un po’ è così ed è anche giusto, chi aveva 20 anni negli 80 adesso ha dei figli e quindi la prospettiva cambia così come le aspettative per il futuro. Io figli non ne ho, sono lo stesso disperato di tanti anni fa…continuo a fare le stesse cose come andare nei pomeriggi nei negozi di dischi, solo che prima erano pieni adesso passo mezz’ora a parlare coi commessi dei bei tempi andati. Compro qualche bella ristampa e finisce lì.
Ramones e Stranglers sono due grandi amori musicali e non, gli Stranglers in particolare li ascoltavo molto prima di incidere il disco anche perché piacevano alla mia ragazza e sai com’è, quando sei innamorato tutto ti appare sotto una luce diversa e non saprai mai se quella luce è verità o solo meravigliosa allucinazione.

R: Parlaci un po’ del modus operandi per Niente di Serio: oggi i Diaframma, a livello compositivo, sono unicamente frutto di Federico Fiumani? Come funzionano le cose con la band?
F.F. Con la band bene. Sono due bravi musicisti che mi assecondano. Non siamo più un gruppo vero e proprio nel senso che adesso porto i brani grosso modo già fatti, decido io cosa fare. Prima era diverso, un sacco di discussioni e anche di perdite di tempo.

R: Qual è stato l’approccio musicale nella composizione di Niente di Serio? Tutto appare meravigliosamente schietto e senza fronzoli, ma un po’ più levigato rispetto agli ultimi lavori…
F.F. Sicuramente più levigato e realizzato meglio. Piano piano sto imparando a stare in studio e mi diverto sempre di più. Conto di migliorare ancora, di usare lo studio al meglio per ottenere quello che ho in testa..mi piacerebbe anche collaborare in fase di produzione con qualcuno bravo ! Ieri sera ascoltavo un cd con materiale di Martin Hannet (Il produttore dei Joy Division), lui mi piaceva parecchio.

R: Si sentono influenze anche attuali in Niente di Serio, Baustelle e Dente su tutti. Cosa ascolti in questo periodo?
F.F. Mah..guarda se c’è un’influenza direi Beatles. Sono quelli che mi piacciono di più e, secondo me, sono tutt’ora insuperati. Loro li ascolto sempre e non mi stancano mai.

R: Il titolo dell’album mi pare azzeccato laddove l’intento sia dire cose personali in maniera molto diretta, senza alcune velleità “da professorino” se mi concedi il termine… Ce ne racconti la genesi?
F.F. Il fatto è che io faccio quello che mi riesce, che so fare. Per esempio non so parlare di politica nelle canzoni, seppur apprezzi chi lo fa come De Andrè, Assalti frontali o Teatro degli orrori. A me non viene, non è nelle mie corde. Scrivo canzoni d’amore in modo, spero, originale, o comunque mio. Oppure di una realtà come la vedo io che più che altro è un sogno a occhi aperti. Mischio tutto realtà, sogno, desiderio, e poi alla fine vengono fuori le canzoni.

R: Indaghi spesso la psicologia femminile, talvolta rievocando ricordi amari. Da cosa nasce questo bisogno?
F.F. Come ho avuto modo di dire, sono stato cresciuto da due donne e senza padre. Quindi mi viene spontaneo parlare di loro. Mi piacciono molto ma mi hanno anche fatto soffrire e questa sofferenza spesso ha ispirato le canzoni. L’ho sublimata in musica, come si dice..in questo modo attuo una specie di riscatto dalle “sconfitte” amorose.

R: Perché hai optato per Carta Carbone come primo singolo-video estratto?
F.F.  E’ un pezzo facile, allegro (incarna forse lo spirito di Niente di Serio), che parla di una rinascita..anche il video non è male.

R:

Uscirà a breve il nuovo lavoro di Miro Sassolini: so che si tratta di un lavoro sperimentale ma solo nel metodo, realizzato con testi di Monica Matticoli e musiche di Cristiano Santini. Vedi impossibile un riavvicinamento artistico tra di voi (anche non sotto l’etichetta Diaframma)?
F.F. Non è impossibile, vedremo.

Ultima Foto by Federico Musu

  • zatoichi

    fuori sincro da sempre…meraviglioso….