Perc, Techno-Politica d’assalto

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7 maggio 2015, Inghilterra dei Club. Gabber che si dimenano in stanze buie ed umide. Strafatti, inneggiano al loro paladino, proprio mentre Cameron ed il suo partito Conservatore schiantano i Laburisti con il 39,6% dei voti. Sono tutti troppo fatti per farci caso, e poi molti le speranze le avevano perse da tempo. Quando Perc si presenta sul trono, ha ancora la faccia sporca di Porridge, deve aver lanciato non poche imprecazioni contro il televisore. Gob è il suo nuovo Ep, concepito mentre inveiva durante la campagna elettorale. Ora è pronto e lo scaglia contro una folla stordita, contro se stesso, contro l’immobilismo di una nazione. Come uno spasmo muscolare derivante dallo sdegno, l’omonima traccia deflagra da subito, generando consensi e lattine di Red Bull lanciate sulla consolle. Un casino. Le frasi che precedono e s’insinuano all’interno dei pezzi sono incomprensibili, messaggi cifrati, subliminali, forse riconducibili ad una sola domanda:

Che ruolo ha oggi la Techno nella cultura del clubbing Inglese?

Questioni che rimangono fra i denti ma si percepiscono, come lo sdegno latente. Per Ali Wells il discorso è semplice: tutto gira attorno alla consapevolezza sociale e politica dei giovani, non ci dorme la notte. Oramai tutti sanno come andrà nella nazione del the, come sanno che nessuno rinuncerà alla propria pausa delle cinque. Sono ormai abitudini consolidate. Ma tutto questo non impedirà al buon Wells di dire la propria, ispirandosi alla lotta sociale ed impedendo che questo rappresenti un valore estetico aggiunto. Non fa comizi il nostro, vuole solo dare una scossa, vedere quello che succede, e non è la prima volta – ricordate il bellissimo The Power And The Glory?

Change To Win.