Do You Speak Indie? #2

Appuntamento mensile con i testi stranieri più ispirati ed ispiranti del momento, selezionati e tradotti da Davide autore di IndieTranslation.

DJANGO DJANGO – DEFAULT

You’ve missed the starting on,
for everything you ever done
You took part in the race,
But disappeared without a trace
You thought you’d set the bar,
I’d never tried to work it out
We just lit the fire
And now you want to put it out 

Gather once again, disasters in the end,
it’s like a default!

Forget about the cause,
press rewind then stop and pause
It’s like a default

Ti sei perso la partenza
in qualunque cosa tu abbia fatto
hai preso parte in una corsa
ma sei scomparso senza tracce
pensavi di aver fissato l’asticella
io non avrei mai pensato di superarla
abbiamo soltanto acceso la scintilla
e adesso vuoi spegnerla 

Prendi slancio ancora una volta, schiantati alla fine
è come se fosse default!

Dimenticati della causa
premi su rewind poi metti in pausa
è come se fosse default

Non ho ancora avuto l’opportunità di ascoltare per intero l’ omonimo album di debutto dei Django Django, ma a giudicare dai singoli finora rilasciati e dai vari commenti che ho letto qua e là in rete, i quattro scozzesi hanno tutte le premesse per essere una delle grandi rivelazioni del 2012. Combinando melodie stravaganti e testi che mostrano una spiccata vena umoristica come quello appena proposto. Anche se poi, in realtà, commettere continuamente gli stessi errori e finire ogni volta per schiantarsi, è un po’ la storia di tanti di noi. La mia lo è di sicuro.

REGINA SPEKTOR – ALL THE ROWBOATS

All the rowboats, in the paintings
They keep trying to row away
And the captain’s worried faces
Stay contorted and staring at the waves
They’ll keep hanging, in their gold frames
For forever, forever and a day
All the rowboats, in the oil paintings
They keep trying to row away, row away

All the galleries and museums
“Here’s your ticket, welcome to the tombs”
They’re just public mausoleums–
The living dead fill every room
But the most special are the most lonely

God, I pity the violins
In glass coffins, they keep coughin’
They’ve forgotten, forgotten how to sing

God, I pity the violins
In glass coffins, they keep coughin’
They’ve forgotten, forgotten how to sing, how to sing

Tutte le barche a vela, dei dipinti
Cercano continuamente di remare via
e le facce preoccupate dei capitani
Restano contratte mentre fissano le onde
Continueranno a restare appese, nelle loro cornici d’oro
Per l’eternità
Tutte le barche a vela, dei dipinti ad olio
Cercano continuamente di remare via
 

Tutte le gallerie ed i musei
“Questo è il tuo biglietto, benvenuto nel cimitero”
sono solo un mausoleo pubblico-
I morti viventi riempiono ogni stanza

Ma i più speciali sono I più soli
Dio, provo pena per i violini
In bare di vetro, continuano a tossire
Hanno dimenticato, dimenticato come cantare, come cantare 

Ha qualcosa di oscuro e inquietante il nuovo singolo di Regina Spektor, che formerà parte del nuovo disco della cantante russo-statunitense previsto per Maggio. Come afferma la stessa cantante, il brano parla di un uomo che vuole liberare le opere d’arte di un museo come se fossero esseri viventi chiusi e sofferenti in gabbia. Complessivamente si deduce una riflessione amara e pessimistica sulla concezione dell’arte nel mondo contemporaneo, come dimostrano i numerosi accostamenti con la morte (“here’ s your ticket, welcome to the tomb”). Che si possa essere d’accordo o meno su questo tema (mi viene da pensare che la stessa Regina non lo sia), trovo che la splendida ricchezza metaforica renda la canzone molto affascinante e aperta a svariate interpretazioni.

ANDREW BIRD – EYEONEYE 

You’ve done the impossible now
Took yourself apart
Made yourself invulnerable
No one can break your heart
so you break it yourself

Go ahead and re-eyeoneyeze yourself
Give yourself a hand the hand is your hand
And you go ahead and wring it out
And you go ahead and stretch it out
And you go ahead and wear it inside out

Hai fatto l’impossibile adesso
Provi a smantellarti
Ti sei reso invulnerabile
Nessuno puó spezzarti il cuore
Cosí te lo spezzi da solo 

Vai avanti e rimettiti faccia a faccia con te stesso
Fatti un applauso con le tue stesse mani
E fatti avanti e strizzalo
Fatti avanti e stendilo
Fatti avanti e indossalo al contrario 

È passato un po’ di tempo da quando Andrew Bird dichiarava di essere “quasi l’opposto di un cantautore: “uno strumentista che canta” e di  non prestare molta attenzione ai testi. Ad ascoltare questo brano estratto dal nuovo album “Break it yourself” sembra essere rimasto ben poco di quell’uomo. In questo nuovo lavoro Bird è riuscito a dare una forma più definita alle sue canzoni con testi tanto concreti quanto originali, sempre mantenendo il suo inconfondibile stile. Per chi volesse approfondire vi invito, se ancora non lo avete fatto, a leggere l’ottima recensione di Giorgio Papitto sulle pagine di Rocklab. 

THE SHINS – SIMPLE SONG

I know that things can really get rough when you go it alone
Don’t go thinking you gotta be tough, and play like a stone
Could be there’s nothing else in our lives so critical
As this little hole

My life in an upturned boat, marooned on a cliff
You brought me a great big flood and you give me a lift
Girl, what a gift
you tell me with your tongue
and your breath was in the lungs
And we float above the rift

So che le cose possono mettersi male quando le affronti da solo
Non attraversarle pensando di dover essere duro e comportarti come una roccia
Può darsi che non ci sia nient’altro nelle nostre vite di così fondamentale
Come questo piccolo fosso

La mia vita è una barca capovolta, ferma su una scogliera
Hai fatto venire una marea e mi hai dato un passaggio
Ragazza, che regalo
mi parli con la tua lingua
e il tuo respiro era nei mie polmoni
e galleggiamo al di sopra delle crepe

Il 2012 segna il ritorno degli Shins dopo cinque anni di assenza dalle scene. In un’intervista per la rivista «Q», il frontman del grupo, James Mercer, ha dichiarato che la canzone “Simple song” parla della relazione con sua moglie, a cui la canzone è dedicata, e di come questa gli abbia radicalmente trasformato la vita. I versi di questo testo trasudano infatti gioia e amore nei confronti di una persona che sembra averlo fatto rinascere e superare le sue paure. Parlando dell’origine della canzone, Mercer ha inoltre aggiunto di averla scritta poco dopo il matrimonio mentre aspettava la nascita della sua prima figlia. Deve essere proprio una donna fortunata sue moglie ad aver ricevuto due regali così belli in poco tempo!

PERFUME GENIUS – ALL WATERS 

when all waters still
and flowers cover the earth
when no tree’s shivering
and the dust settles in the desert

when i can take your hand
on any crowded street
and hold you close to me
with no hesitating

quando tutte le onde si placheranno
e la terra sarà ricoperta di fiori
quando il vento non farà tremare gli alberi
e la polvere si poserà sul deserto 

quando potrò stringerti la mano
in qualsiasi strada affollata
e tenerti stretto a me
senza esitare

Perfume Genius è lo pseudonimo di Mike Hadreas, giovane cantautore di Seattle. La sua nuova produzione “Put Your Back N 2 It”, che sta riscuotendo numerosi consensi, abbraccia diverse tematiche tra cui il suicidio, la dipendenza e l’omofobia. Proprio su quest’ultima si concentra la canzone “All waters” a proposito della quale Handres in una recente intervista dice: “Perché le ragazze eterosessuali camminano sempre con le mani sulle tasche posteriori dei jeans dei loro fidanzati? Lo farei anch’io se ogni volta non dovessi rifletterci sopra? Alan [il ragazzo di Hadreas] e io ci stringiamo la mano solo in alcune zone specifiche della città e a volte fuori da quelle parti. Ma c’è sempre un qualcosa che mi frena nella parte posteriore della mia mente. A volte quasi mi imbarazzo quando ci teniamo per mano, e questo mi fa incazzare. Non riesco nemmeno ad immaginare che quest’esitazione vada via, e ciò mi rattrista.”

Il fatto che Youtube abbia considerato “poco adatto alla famiglia” il video di The Hood, nel quale il cantante appare abbracciato con l’attore porno Aprad Miklos indossando solo biancheria intima, è una dimostrazione evidente che le esitazioni delle quali parla Hadreas non sono infondate. Per lo meno Hadreas è stato capace di poter parlare di quella frustrazione in una meravigliosa canzone come questa.