Anna Calvi @ Circolo degli Artisti – Roma – 24/07/12

Attitudine e Visual: L’apertura del concerto è affidata a Vera, da pronunciare con accento milanese; e dopo 3 minuti il pubblico giustamente indignato inizia a ululare. Ricordiamo che l’apertura del concerto sarebbe dovuta essere di Umberto Maria Giardini, che poi non ha potuto partecipare e “la colpa è solo ed esclusivamente della pioggia” come ci fa sapere sulla sua pagina di Facebook, motivo per cui, inoltre, è stata cambiata bruscamente la location dal Parco San Sebastiano al Circolo degli Artisti. L’esibizione di Vera a base di beat-box in loop, sezioni noise, cantati melodici abbastanza monotoni e, tra l’altro, rumori di feedback parecchio fastidiosi che hanno costretto la giovane esordiente (pubblicherà il suo primo disco il 21 settembre) tra le bestemmie del pubblico, e non esagero, a riiniziare il pezzo.
Finalmente, alle 23.10, arriva la stella della serata, Anna Calvi, che anche solo per la sua bellezza, per i suoi capelli biondi sciolti, ci ha fatto dimenticare tutto, sia Vera e Umberto Maria Giardini. Anna, infatti, per quanto esordiente, sappiamo benissimo su che livelli si trovi. Il suo debutto omonimo è stato sicuramente uno dei più toccanti lavori che dal 2000 a oggi siano stati registrati e la sua voce è una delle più potenti e profonde che la scena femminile ci abbia mai donato.

Audio: Quel sound ruvido e oscuro delle chitarre distorte, cha sapeva appieno trasmettere emozioni e tensioni sottopelle, delineate dalla voce cupa e carica di passionalità romantica è stata resa perfettamente in questo live. I 2 musicisti  che la accompagnavano parevano tanti quanto gli Arcade Fire, in particolare grazie a Mally Harpaz, una ragazza molto timida sulla sinistra di Anna, che sembrava l’ispettore Gadget, con una miriade di strumentini sconosciuti, anche molto scenografici, tra i quali un piatto dalla forma elicoidale, un harmonium (una sorta di fisarmonica utilizzata come una tastiera) e varie percussioni. Ci sono state alcune imperfezioni, ad esempio all’inizio la voce per via del volume inferiore non si sentiva, altre volte la chitarra rumoreggiava per via del feedback, a un tratto c’è stato un problema col microfono delle percussioni, ma comunque minuzie.

Setlist: Anna ha suonato una scaletta, nella sua organizzazione, perfetta: ha iniziato con Intro, dove ha sfoggiato tutta la sua preparazione chitarristica, e poi è passata a No More Words. Dopo aver eseguito capolavori come Black Out e Suzanne & I, che sono quelle che hanno coinvolto maggiormente il pubblico, e dopo un dolcissimo “Ciao, come stai?”, a testimoniare i suoi natali italiani insabbiati, ha coverizzato Surrender di Elvis Presley, già incisa nell’EP Blackout; e Wolf Like Me dei Tv on the Radio, il pezzo che mi è piaciuto di più in tutta la serata. Avendo terminato quasi tutto il repertorio Anna si prende una pausa, le accordano la chitarra e torna sul palco per suonare gli ultimi due pezzi: The Devil e Jezebel (omaggio a Edith Piaf presente solo nell’EP Jezebel).

Momento Migliore: Come ho già detto la cover dei Tv on the Radio è stata meravigliosa, la cosa più commovente che le sue labbra scarlatte potessero cantare.

Pubblico: Il Circolo degli Artisti si era riempito di (im)probabili mariti per Anna, tra i vari “Sposami!”, “Anna ti amo!”, “Sei meravigliosa.”, “Manco Pornhub, Cristo!”, caduti ai suoi piedi per  più di un’ora. Tutti sembravano ipnotizzati, nessuno che saltava, oltre a due ragazze sulla mia sinistra, pochi che cantavano, insomma tutti abbastanza statici dal di fuori, ma internamente ognuno covava un calderone straripante di sentimenti dominati dallo sguardo languido e dal sorriso timido della Calvi.

Locura: Non ce ne è stata, ma è andata benissimo così; avrebbe solo rotto quel rapporto passionevole creatosi tra le lacrimevoli parole di Anna e il  pubblico. Una sorta di rapimento estatico che giustamente non è stato interrotto.

Conclusioni: Troppe cose hanno minato alla bellezza di questo live: Vera, l’improvviso cambio di location, gente impallidita per l’assenza di ossigeno che boccheggiava alla ricerca di una uscita e così via; ma nonostante ciò, Anna ha retto benissimo e ha saputo risanare completamente la situazione. Un’esibizione impeccabile che la Calvi, abbracciata alla sua Stratocaster a mo’ di scudo, ha deciso di donarci.

Le foto non si riferiscono alla data recensita