Motta @ Quirinetta (Roma) – 16 Aprile 2016

Motta Live Quirinetta Roma

Serata molto particolare, quella di sabato scorso al Quirinetta di Roma: di scena, per la prima volta nella sua città d’adozione e per la quarta data di presentazione del suo esordio “La fine dei Vent’anni”, il toscano Francesco Motta, ora in arte solo Motta.
La sua esibizione arriva alla fine di una serata dedicata al Roma Folk Fest, di cui riusciamo a vedere solo l’ottima performance del romano Lucio Leoni, per il quale è accorsa una buona parte del pubblico presente in sala. L’attesa però è tutta per il  cantautore e polistrumentista ex Criminal Jokers, che richiama in platea anche un sacco di volti noti fra amici e collaboratori: da Appino a Giovanni Truppi, per dirne alcuni, e ovviamente anche il suo nume tutelare e produttore, Riccardo Sinigallia.

Serata speciale, dicevamo, per tanti motivi: il primo è che nel suo nuovo inizio, quello che parte proprio dalla fine dei vent’anni, Roma riveste un ruolo importante per Motta, città in cui ha scelto di vivere e alla quale ha dedicato una delle canzoni più potenti e significative del disco, “Roma stasera”. Sostanzialmente romani sono anche tutti quelli con cui si presenta sul palco, una band strepitosa che tiene in mano con arte tutte le ricche sonorità del suo esordio, da Giorgio Maria Condemi a Cesare Petulicchio, a Leonardi Milani e – ospite speciale sul palco per questa data – Laura Arzilli al basso. Ma verso la fine del set, sulla scena salirà anche un altro ospite speciale, Francesco Pellegrini, idealmente a ricongiungere la band del passato – i Criminal Jokers – con quella del presente. Perché da solo non basti, cantava Francesco Motta in un suo vecchio pezzo, e così è anche adesso: solista non lo è davvero mai, lo testimonia anche questo live, dove i musicisti che lo accompagnano giocano – dal vivo come su disco –  un ruolo fondamentale.

L’apertura è affidata a “Prenditi quello che vuoi”, brano perfetto per rompere il ghiaccio, distendere i nervi, sciogliere la tensione e calarsi nel mood psicheledico del nuovo Motta. La sua emozione si avverte distintamente quando dice “sono quattro anni che aspettavo questo momento” e presenta orgoglioso Laura Arzilli al basso. Poi l’aria esplode proprio grazie a “Roma Stasera”, linfa vitale da cui attingere per sprigionare tutta l’energia punk di cui è dotato, con la sua  caratteristica veemenza a prendere il sopravvento: la voce si fa storta, la testa segue forsennatamente il ritmo e la braccia percuotono i tamburi, come era solito fare coi Criminal Jokers. Timidamente si incita da solo, battendo le mani come a conquistare il palco, a prenderne possesso e calarsi perfettamente nella parte. La scaletta è ovviamente tutta dedicata alle dieci canzoni che compongono il disco, arricchita però di alcuni pezzi tratti da “Bestie” come la title-track, Fango e Quando arriva la bomba, suonati proprio insieme a Francesco Pellegrini. L’intesa con i nuovi compagni di scena è ottima, la voce va ancora perfezionata: qualche tentennamento in più passaggi e forse qualche problema di audio che per tutta la prima parte del concerto ci arriva molto più debole del necessario, soprattutto in relazione al volume degli strumenti.  Ma è dal punto di vista emotivo che il concerto convince e cresce canzone dopo canzone, raggiungendo il culmine nei brani più acustici come La fine dei vent’anni e Abbiamo vinto un’altra guerra e con una splendida Mio padre era comunista – cantata peraltro di fronte al padre in platea che ci fa tornare indietro di 15 anni quando si ballava combattivi la musica di Manu Chao, e non possiamo fare a meno di seguirne il ritmo.

Motta live Quirinetta Roma

La serata si chiude poi in una maniera assolutamente inaspettata, perché anziché concludere con un suo nuovo pezzo, Motta opta per un brano meno conosciuto dei Criminal Jokers, spiazzando un po’ il pubblico arrivato a lui soprattutto con questo ultimo album: un pubblico entusiasta e molto partecipe, per lo più preparato anche sui testi, uno degli elementi di più facile presa del disco.

Una grande festa, dunque, consumatasi fra amici e curiosi, sorrisi, abbracci e applausi e tanta gente al banchetto: Francesco Motta ha tutte le carte in regola per diventare quella che in gergo si chiama la “next big thing” del pubblico indie italiano.

Tracklist

– Prenditi quello che vuoi
– Roma Stasera
– Se continuiamo a correre
– Del tempo che passa la felicità
– Mio padre era comunista
– Una maternità
– Sei bella davvero
– Prima o poi ci passerà
– Bestie
– Fango
– La fine dei ventanni
– Abbiamo vinto un’altra guerra
– Quando arriva la bomba