Death Valley Girls + The Devils @Bronson (RA) – Sabato 18 Febbraio 2017

Con i tempi che corrono, difficile immaginarsi un mondo senza Bronson. Il locale ravennate, che già da tempo si sta imponendo come punto di riferimento per gli amanti del Rock di stanza in Romagna (e non solo), dopo aver confermato una scaletta da urlo in vista dell’estate – con il Beaches Brew Festival nella splendida location marittima dell’Hana-Bi –, continua a proporre senza soluzione di continuità live al fulmicotone.

Sabato 18 Febbraio è stata la volta dei Napoletani The Devils, di cui già vi parlammo in occasione dell’esordio “Sin, You Sinners!” – con una recensione approfondita ed un’intervista –, e delle Losangeline Death Valley Girls.

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Un concerto per cuori forti, che vede ad inaugurare il palco i dinamitardi The Devils. Loro sono Gianni ed Erica, agitatori nel dna e fautori di un Garage Rock adrenalinico che pesca tanto dalla tradizione – nella loro scanzonata blasfemia sembrano portatori della parola di un altro gruppo dalle vestigia ecclesiastiche: i mitici Monks – quanto dalle più recenti proposte a firma In The Red/ Voodoo Rhythm. Attenzione però a sottovalutarli, perché questi due misteriosi personaggi sono riusciti ad ingraziarsi nientemeno che il Reverend Beat-Man, leggendario musicista svizzero dei The Monsters e possessore della Voodoo Rhythm Records – per la quale è uscito il loro esordio.

Siamo i The Devils e veniamo dall’inferno” declama Erica ad inizio concerto, per poi cominciare un incessante lavoro di sevizia nei confronti del suo strumento (la batteria) – che porta l’effige di Papa Francesco. In due come demoni luciferini vestiti da prete (lui) e suora (lei) ad incendiare i cuori e gli apparati uditivi dei fan stregati da tanta dinamicità. Gianni dal canto suo, sfodera riff incessanti e affilati come lame di rasoio; lanciandosi in sortite fuori palco fino a salire sul bancone bel bar – chitarra e follia.

Martellano il pubblico per mezz’ora di splendida tortura Garage-Punk, fino all’epilogo hot. Perché l’esibizione termina in bellezza, con la splendida batterista in attesa del suo prete; e mentre lentamente allarga le gambe, lui s’insinua sotto la gonnella mimando un inedito (?!) cunilingus clericale. Se siete ancora li a menarvela sul discorso trito del: “In Italia non abbiamo grandi band di genere“, bhe forse è ora che vi sporchiate l’anima ad un concerto dei The Devils.

death valley girls
Un’affinità fra le band, scandita a suon di croci rovesciate – la bassista delle Death Valley Girls dopo essersene fatta una in mezzo alla fronte ha deciso di particolareggiare anche le guance di Erika (The Devils).  Diciamo che su quel piano si sono trovati giocosamente d’accordo.

Il quartetto americano è composto da tre donzelle: Laura Kelsey alla batteria (Ex Flytraps), Bonnie Bloomgarden alla voce/chitarra , Nicole Smith al basso e Larry Schemel alla chitarra (ex Flash Eaters) – fratello di quella Patty già con Hole e Juliette & The Licks.

Il loro è un banchetto del merchandising tempestato di piccole immagini di ufo disegnate e ritagliate sul cartone:  Tommyknockers di Stephen King come film che le mette tutte d’accordo e Iggy Pop come performer dei sogni. Sul palco tanto deliziose quanto pericolose. Come un demonietto la Bloomgarden guida la band sorretta dalla chitarra avvolgente del buon Schemel, scandendo con la sua voce minuta i passaggi fra un pezzo e l’altro. Intenerendo per poi colpire; come delle Runaways post-moderne; sostituiscono talvolta le questioni di cuore con la Science fiction.

C’è un pizzico di Grunge in certe pose attitudinali, nelle calze rotte e nell’incedere marziale di certi passaggi sporchi che si mescolano costantemente con la cultura (anche visiva) del Garage-Psych, quello dalle tematiche orrorifiche – e qui i nomi si sprecano, ma proporrei le dinamiche dei Newyorkesi Ultra 5, se non li conoscete ecco un assaggio.

Sudore e presenza scenica capaci di rievocare nel migliore dei modi il clima presente nel loro terzo episodio: Glow In The Dark, 2016.