Ultime dai Palchi – Marzo 2011

Con questo appuntamento mensile vogliamo segnalarvi i report fotografici che facciamo ogni mese tramite le parole dei fotografi, le loro impressioni sul concerto e di com’è stato fotografare quel preciso evento. Check it out!

04/03/2011 – Monotonix (spazio211 @ Torino)

Martina Caruso – Il concerto doveva essere memorabile perchè era una delle ultime date prima dello scioglimento del trio, di sicuro rimarrà nella memoria di Ami Shalev, infatti il tempo di buttarsi a testa in giù sul batterista ed appendersi ad una trave si è rotto il ginocchio.
Ma “the show must go on” quindi con evidenti sforzi per il dolore si siede e continua il live chiedendo di fare casino dando sfogo alla nostra punk attitude e lo spazio 211 non si tira indietro.
Visivamente non lo posso paragonare a quello di Luglio, ma si son dati da fare e hanno comunque fatto vedere di che pasta son fatti, in particolare il batterista è una macchina da distruzione soprattutto dei miei timpani che hanno smesso di fischiare dopo 2 giorni.
Luci banalissime e basse perchè suonavano fuori dal palco e si poteva andar di flash selvaggio.

11/03/2011 – Amor Fou (Teatro Pavone @ Perugia)

Riccardo Ruspi – Immortalare il concerto di un gruppo che non ti piace ti mette alla prova: devi sforzarti, trovare spunti e particolari che ti permettano di creare immagini in grado di raccontare qualcosa di sincero. E allora si parte dall’apertura dei Lilith, si studiano il palco e le luci nella loro essenzialità efficace, e si iniziano ad ascoltare le parole, a seguire i volti. Arrivano gli Amor Fou, e se ne percepire il carisma. I volti di attori e pensatori che fanno da sfondo al palco sembrano proteggere sereni le parole che vengono cantate e suoni che le accompagnano. L’esibizione offre un pop senza fronzoli o scarti teatrali, poetico e coinvolgente. Pochi spunti fotografici, ma più che adatti a raccontare un ottimo concerto.

11/03/2011 – Marlene Kuntz (Alpheus @ Roma)


Marco Triolo – Era da un po’ che aspettavo di rivederli live, e le mie aspettative non sono state deluse. Mr. Godano sale sul palco dell’Alpheus e tutto il pubblico va in estasi. Quando esegue i pezzi dell’ultimo album è pacato e calmo, ma bastano canzoni del calibro di Sonica o Ape regina per far si che si scateni in modo assoluto l’uragano Godano. Concerto perfetto, più di 2 ore di bella musica, un vero spettacolo.
Scattare a questo concerto sarebbe dovuto essere un piacere, invece pur essendo accreditati, l’organizzazione ci nega l’ingresso nel pit e ci impone di scattare dal pubblico che ci spinge e non ci da molte possibilità di scatto.
Le luci dell’Alpheus si conoscono bene, non sono quanto di meglio ci si possa aspettare dalla vita, ma nel complesso sufficienti.

16/03/2011 – Le Luci della Centrale Elettrica (Circolo degli Artisti @ Roma)

Marco Triolo – L’aria che si respira al Circolo degli Artisti è elettrizzante.
Non è la prima volta che assisto ad un concerto delle Luci della Centrale Elettrica, dell’ultimo tour questa è la seconda volta che vedo il live, e in tutta sincerità non sono rimasto molto soddisfatto, anzi.
La pecca più grave: concerto brevissimo, siamo sul filo dei 60 minuti o poco più. Per il resto tutto perfetto, nella scaletta compaiono sia pezzi del vecchio album che del nuovo. Nel complesso un concerto piacevole ma troppo breve.
Dal punto di vista fotografico un concerto facile.  Pur vero che la staticità dei membri del gruppo non offre molte possibilità.
Le luci sono usate con sapienza e agevolano il compito dei fotografi.

18/03/2011 – Caparezza (Tendastrisce @ Roma)

Martina Caruso – Tendastrisce soldout e la folla (le prime file tutte di ragazzini) schiacciata contro le transenne che si aprono in due.
Caparezza si esibisce in uno show colorato e divertente che trascina tutto il Teatro dalle mamme che ballano sugli spalti ai ragazzini che sudano nel parterre. La scaletta è un mix di nuovi e vecchi pezzi con rivisitazioni in chiave reggae: medley “Legalize the premier” con “Il Secondo Secondo Me”.

23/03/2011 – Kyuss (live club @ Trezzo sull’Adda)

Jacopo Sanvito – Un Live Music Club soldout accoglie trionfalmente la nuova incarnazione dei Kyuss, ri-anagrafata in Kyuss Lives!, con 3/4 della lineup originale. Partendo con la rocciosa Gardenia la band snocciola una scaletta ottima, tutti i successi ci sono e fanno saltare e cantare il locale, una bolgia di più di 2000 persone che celebra a dovere il reunion tour di una delle band rock più importanti degli anni ’90. Stage diving a go-go, urla e spindoni danno un’ulteriore pompata all’energia che i Kyuss sanno ancora sprigionare. Una nota particolare sulle luci. Normalmente un fotografo di concerti lotta in condizioni di luce precaria, cercando un mix di tecnica e fortuna per trovare lo scatto vincente. Qui è radicalmente l’opposto, il locale è praticamente illuminato a giorno con luci intensissime e coloratissime. Il risultato negli scatti sono delle dominanti assolute una volta di rosso, una volta di blu, una volta di arancio. Quelle sono e quelle ci teniamo, desaturazione e bianco e nero sarebbero ottimi alleati per dare profondita alle foto, ma sono fuori dal mio stile. Il concerto intanto si conclude infine con l’ovvia Green Machine. Dopo il commiato tutti a casa, a pensare: “Perchè cavolo abbiamo dovuto aspettare tanto?”.

25/03/2011 – Subsonica (Giancarlo 2 @ Torino)

Martina Caruso – Il concerto che non ti aspetti. I Subsonica prima di questo nuovo tour hanno organizzato una data zero per pochi da Giancarlo 2.
Un ambiente che poco ha a che fare con i palazzetti dell’Eden Tour, ma qui son nati e qui ritornano quando devono provare pezzi nuovi e riprendere l’attività live. La scaletta è composta da 9 pezzi del nuovo album più i brani di successo e 2 pezzi d’annata – Depre e Non Identificato. La mia impressione è che gran parte dei nuovi pezzi abbiano trovato un loro perché nella dimensione live e si discostano dalla “pignola” elettronica dell’album.
Luci scarse,  blu e rosse che hanno spinto molti fotografi ad usare flash selvaggi.

25/03/2011 – Linea77 (Hiroshima Mon Amour @ Torino)


Martina Caruso – Hiroshima Mon Amour tutto esaurito, si gioca in casa, gente nuova ma soprattutto vecchie conoscenze rendono il live da ricordare. Il palco come sempre si trasforma in trampolino di lancio.
Non c’è un identikit definito per il perfetto tuffatore, ho visto ragazzini e adulti salire sul palco cantare e lanciarsi sulla folla.
Pubblico dai 15 ai 40 anni che si diverte tra sudore e pogo. Novità per la scaletta, nei giorni precedenti il concerto i Linea hanno pubblicato un sondaggio per far scegliere al pubblico 18 pezzi da inserire in scaletta. Luci così così per i primi 3 pezzi.

31/03/2011 – Paolo Benvegnù (Hiroshima Mon Amour @ Torino)

Martina Caruso – Non l’avevo mai visto live, l’età del pubblico è dai 25 in sù, mood alternativo-intellettuale.
Tra di loro molti erano presenti al live di Ferretti, ex CCCP. Le canzoni di Benvegnù sono coinvolgenti e per fortuna si discostano da altri cantautori (che si definiscono tali) odierni per cui senti il bisogno di comprarti una lametta e porre fine alla tua o alla sua vita (a scelta).
Luci che creano una giusta atmosfera, bassissime  sui componenti della band ma Paolo è illuminato sul viso frontalmente.

31/03/2011 – Luci della Centrale Elettrica (Teatro Morlacchi @ Perugia)

Riccardo Ruspi – Quante parole ho sentito spendere su Vasco Brondi: o lo so ama o lo si odia, a quanto pare.
Colpa del suo stile, così particolare e fuori dagli schemi che per molti rappresenta il suo limite.
Ma il limite per cosa? Per diventare grande? Forse è vero, il suo stile è talmente unico che sarebbe impossibile mutarlo in qualcosa di più classico o “commerciale”; ma chi lo dice che per considerarlo un grande cantautore egli debba adeguarsi ai gusti degli altri? Vasco è Le luci della centrale elettrica, nelle parole e nello stile, è il cantautore di una generazione (quella degli anni zero). Percorrendo la sua strada riesce a coinvolgere, ad emozionare, a raccontare storie forti dietro al suo timido pugno alzato, a costruire performaces emozionanti, con scenografie e luci dal forte richiamo urbano, d’impatto, come il suo declamare. Combatte “senza perdere la tenerezza”, fino a scendere in platea e sussurrare l’ultimo brano nel silenzio commosso di un intero teatro che, per una sera, è stato unito dalla sua parte.

  • Capa

    “Legalize the Premier” di Caparezza non è esattamente una rivisitazione in chiave reggae…

  • Albionico

    OK

  • Poisonivy

    ripetitività degli autori a parte… scusate se mi permetto ma le recensioni dei fotografi (in alcuni casi più aspiranti tali) sui loro problemi di luci e posizioni non sono proprio interessantissime

  • Proco

    Mha. Poisonivy, io non so se tu abbia mai scattato ad un concerto quando non ci sono le condizioni ottimali per farlo, ma credimi che non è semplice portare a casa un lavoro fatto bene. :)

  • Poisonivy

    Non ho detto che non sia vero… ho detto che non è particolarmente interessante ;)

  • Poisonivy

    Non ho detto che non sia vero… ho detto che non è particolarmente interessante ;)