Pater Nembrot – Nusun
Siamo al cospetto di composizioni dilatate, capaci di rivivificare i ricordi nineties più sporchi e sognanti. L’epicità però è veramente parte integrante del racconto.
Siamo al cospetto di composizioni dilatate, capaci di rivivificare i ricordi nineties più sporchi e sognanti. L’epicità però è veramente parte integrante del racconto.
Immaginate per un attimo i DOA di Hardcore ’81 rapiti dallo spirito scanzonato dei The Dickies (“Nasty Boyz”), i fratelli Codeluppi (Raw Power) al fulmicotone (“Violence”), e la risolutezza dei Circle Jerks degli episodi più veloci svuotata dal nichilismo e portata verso lo scazzo Ramonesiano. Avrete Bet On It, e vi pare poco?
Si conferma nel giorno di pasquetta l’evento appassionato e decisamente elettrico organizzato dall’etichetta indipendente Go Down Records.
Sessant’anni anni fa, esattamente il 23 marzo 1956, usciva il suo primo (omonimo) album che rappresenta un momento cruciale nella storia del rock e della musica contemporanea – nonché della cultura americana.
L’estetica della band, benché così eterogenea, viene saldamente edificata sopra le fondamenta salde di Kyuss e dei più recenti Alabama Thunderpussy. Un connubio capace di generare quel binomio ben compatibile fra divagazioni Space-Desert-Rock (“Where Are We Going?”) e indomita potenza di fuoco. Un buon esordio.
La band Palermitana aumenta l’urgenza e le chitarre riconducibili al Seventies Rock dei Black Sabbath. Un Desert-Rock, il loro, quasi schizofrenico nel bearsi di cotanta duttilità di soluzioni.
Rispetto al precedente Idiokrati, il nuovo Av Nag possiede una natura più melodica, sicuramente più oscura, pur mantenendo la violenza degli esordi. Un deciso passo in avanti che la band compie anche nei testi, rigorosamente in Norvegese, alle prese con le imperfezioni dell’essere umano e dei difetti dell’umanità in generale.
A distanza di 5 anni da quel piccolo fenomeno indie che si rivelò l’EP autoprodotto “Ferirsi”, tornano i romani Mary in June con Tuffo, esordio sulla lunga distanza in uscita il 18 aprile per V4V-Records in CD & Digital.
Non è un mistero il fatto che i nostri siano musicalmente orientati verso un asse geografico capace di collegare le fredde lande Scandinave con la più selvaggia Australia. In questo senso, il nuovo “Sail Away” è sicuramente una pietra di paragone, deliziosa.
Prima o poi doveva succedere. Perché le estetiche spesso si attraggono e perché sono un piccolo orgoglio nostrano: quindi chi ci vieta di godere al cubo? Nessuno, ovviamente. Certo, però “VS” potrebbe risultare un titolo fuorviante. In realtà, ma credo che lo abbiate capito da soli, questa non è una sfida, ma un incontro fra due splendidi interpreti “solitari”.
Si chiamerà IL LATO RUVIDO, il nuovo album dei PUNKREAS, in uscita il 22 aprile, che contiene 12 canzoni al vetriolo, abrasive e dal suono travolgente, ma sempre melodicamente irresistibili come nella loro migliore tradizione.
Attesissima data per gli amanti del Death Metal: la leggendaria band Brutal/Technical Death americana NILE si esibirà sul palco di ZONA ROVERI insieme agli altrettanto leggendari MELECHESH, in una combo imperdibile per ogni estimatore del genere.
Ad accompagnarli, gli Embryo.
E’ uscito in tutti i negozi e in digitale, per Picicca / The Cage Theatre / Sony Music Italy il doppio disco “Bobo Rondelli canta Piero Ciampi”. Contiene il disco live di Bobo Rondelli “Ciampi ve lo faccio vedere io” e una nuova raccolta di Piero Ciampi. Il tutto corredato da un booklet curato da John Vignola con racconti, foto inedite, aneddoti e testimonianze.
Dopo vari tour in supporto a bands quali Electric Wizard e Ghost, arriva per i BLOOD CEREMONY il momento di rendere omaggio a quel capolavoro chiamato “The Eldritch Dark”, loro ultimo studio album, imbarcandosi in un tour europeo da headliner.
In una Bologna distopica, s’aggira furtivo uno sciamano. Offre viaggi contenuti in piccole schegge opaline, garantendo sensazioni forti come la marijuana messicana e avventure tropicali d’altri tempi. Lui definisce la faccenda come: “Una collezione di meraviglie”. Noi, dopo più di qualche giro sulla giostra, possiamo definitivamente confermarne la natura e raccontarvi la dinamica.