Ultime dai Palchi – Luglio 2011

E finalmente arriva l’estate, concerti al sole e i flash rimangono a casa (o quasi…).
Ed ora, solo per voi, anche gli esclusivi Wallpaper di Rocklab.it, imperdibili!

Wallpaper di Rocklab.it – Agosto 2011

La novità del mese scorso è stata apprezzata, abbiamo quindi voluto fare il bis, con altri wallpaper, prendete e scaricatene tutti!

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05/07/2011 – Miodi Festival (Circolo Magnolia@Segrate, MI)


Hillel Zavala – Il MIODI è stato un festival pregno di tutto quello che un amante dei concerti può desiderare: grandi nomi tutti concentrati in un solo luogo, grande musica che ha dato una scossa alla Milano rimbambita dal caldo ma c’era anche altro.
Questo festival musicale è anche una fiera per conoscere nuove case discografiche, nuove tendenze nella musica alternativa (grazie agli stand presenti) ed è anche utile per ricordarsi che la musica è qualcosa di diverso dal solito indie. Aspetto con ansia il prossimo anno.

06/07/2011 – P.J. Harvey (Ferrara)


Federico Tisa – Ore 16:30 La piazza del Castello è deserta, nel caldo si sente solo un “one, two, three check”.Mi siedo sotto la transenna e aspetto. Alle 18 la security sgombra tutti. P.J. si sa è una persona molto riservata.
Così si ricomincia la coda all’esterno, ma già al primo pezzo la gente si moltiplica e applaude. Sale sul palco quasi alle 22 davanti ad una piazza febbricitante e in visibilio. Le piacevoli e inaspette sorprese sono ben due: Mick Harvey (coproduttore dell’ultimo album) e John Parrish. Lei è una ballerina avvolta in un sudario bianco con piume indios in testa. Gli occhi neri attraversano la folla incuranti, le mani ossute danzano intorno al vestito. La sua figura eterea è illuminata giusto da uno spot che la rende ancora più elfica. P.J. ripercorre tutto “Let England Shake”, concede altri capolavori e un bis. Dire che è di poche parole sarebbe un eufemismo. Ma non c’è bisogno di parole sotto la sua voce. Incanta tutti per quasi due ore ringrazia e va via. Così finisce la giornata di “Ferrara sotto le stelle”. La piazza si svuota in silenzio. Ferrara torna a dormire.

09/07/11 – Il Teatro degli Orrori (Traffic Festival@TO)


Martina Caruso – Nuova location per il festival, Piazza San Carlo gremita.. dal palco il colpo d’occhio è impressionante persone ovunque fino in Via Roma.
Pierpaolo, Giulio, Gionata e Franz salgono sul palco sull’intro dell’Impero delle Tenebre, il piano: suonare tutta la tracklist del loro primo album, per cui potete intuire in cosa si trasforma la piazza su Vita Mia. Un live emozionante, trascinante che si conclude con Maria Maddalena e nessun bis a causa del ritardo accumulato da un certo Bennato.

09-10/07/11 – Neapolis Festival (Napoli)

Antonio Siringo

Architecture in Helsinki – Il gruppo australiano ha il compito di aprire le danze del primo giorno del Neapolis Rock Festival, e riesce nell’intento di radunare sotto il palco un discreto numero di persone. Buona presenza scenica, simpatici i balli e il vestito della cantante. Freschi di annuncio di una prossima tournè in Italia. Consigliati.

Mogwai – Anche se il primo impatto può farli apparire freddini a chi non mastica post-rock, compensano subito con un muro sonoro davvero d’impatto. Atmosfere molto particolari, progressioni elettriche e trame ipnotizzanti. Alzano notevolmente il livello del cast del Neapolis.

Skunk Anansie – Li ho visti in diverse occasioni, ed ogni volta mi convinco sempre di più che Skin sia una delle voci femminili più belle e potenti nel live. Si sbatte in una maniera incredibile, irrompe sul palco, ed alterna violenza a momenti molto intimi. Ottima la band, praticamente quasi perfetti. Nel complesso sembra che la reunion abbia giovato (dal vivo).

Crocodiles – Aprono il secondo giorno del festival, ed ai primi accordi comincia a radunarsi un pò di gente. Buon set e ottima presenza scenica. Da seguire.

Battles – Il miglior gruppo del secondo giorno (e forse complessivamente anche di tutto il Neapolis).
Freschi della pubblicazione dell’ottimo Gloss Drop presentano un ottimo set elettrico, splendidi video sul wall alle loro spalle, ed un’energia davvero notevole.

Hercules and Love Affair – Il gruppo del Dj Andrew Butler si presenta con tre cantanti che spingono la folla sulle note delle canzoni più famose del gruppo in rigorosa chiave disco. Tanti rockettari presenti al Neapolis si ritrovano in una grande dance-hall all’aperto.

Underworld – Hanno il compito di chiudere la due giorni del festival. Rick Smith e Darren Price sparano sul pubblico campionamenti da vertigine e pezzi di storia dell’elettronica. Non potevano che salutare con Born Slippy, tutto un boato di danza ed euforia.

13/07/11 – Ferrock Festival (Vicenza)


Furio Ganz – Ho sempre sottovalutato Pino Scotto ma devo ammettere che vederlo suonare live insieme alla sua band è un altra cosa! Grande gruppo e ottimi musicisti! Pit spazioso e accogliente con solo tre fotografi (me compreso), luci molto ben controllate e di molti colori. Possibilità di salire sul palco (vedi foto batterista). Ho avuto anche la possibilità di stare nel backstage con gli artisti ed è stato piacevole. Serata come dovrebbero essere tutte!

14-16/07/11 – Gubbstock Rock Festival (Teatro Romano@Gubbio)


Riccardo Ruspi – Questo festival ha una storia, è da diciotto anni che dà spazio ai gruppi locali e da 4 anni almeno cerca di darsi un certo tono con gruppi di chiusura di maggiore sostanza (Lombroso, Heike has the giggles, Thank you for the drum machine …).
La location del Teatro romano è meravigliosa, e il contrasto con la musica rock rende il tutto molto affascinante: l’acustica, inutile dirlo, è stata perfetta, mentre l’illuminazione è rimasta sempre un po’ scarsa e statica.
Parlando delle esibizioni, i giovincelli Jacqueries sono entrati in punta di piedi per sfoggiare poi un’oretta di suoni precisi e con buon ritmo, intervallando il tutto con un buono scambio col pubblico e le incursioni di un coniglio bianco gigante.
I Sakee Sed sono scesi dal mondo tutto loro per un’esibizione solida, varia e tecnicamente d’alto livello: pochi fronzoli e sorrisi alla platea del Gubbstock, che ha molto partecipato.

12/07/11 – Mogwai (Spaziale Festival@TO)


Federico Tisa – Forse l’ultimo anno dello Spaziale…forse, nel caso si concluderà in bellezza direi.
Il post-rock di Glasgow sale sul palco alle 23. I volumi spazzano Barriera di Milano. Stuart fa l’amore con la sua telecaster. Meravigliosi Mogwai. Le luci non sono delle migliori, ma pazienza…l’importante è il concerto e tutto quello che ne segue e ne deriva. Più o meno un migliaio di presenze, si accalcano tra i libri di Bea, le borse in stoffa di Isabò le serigrafie di Zona e i panini ripieni di salamella e peperoni. Il tempo è al solito crudele, almeno per la prima parte di serata.
Ma tanto…direi che questo Luglio ci ha abituati a questa forma di temporale estivo piuttosto continuo.
Conclusione del concerto…? Beh…Hardcore will never die but you will

13/07/11 – Anna Calvi (Spaziale Festival)


Federico Tisa – Anna ha la mia età…classe 82. Attesa con ansia, senza ben sapere chi fosse questo nuovo astro nascente, già osannato al primo disco. Ed eccola qui, non certo un mostro di eleganza c’è da ammettere, sale sul palco con un giubbetto di pelle, pantaloni con le pence, di quelli che farebbero il culone anche a Kate Moss e un tacco vertiginoso che la sua andatura gestisce piuttosto male.
Suonava prima nei Cheap Hotel (fino al 2008), poi si è un po’ improvvisata solista e ha prodotto un unico album omonimo.
Anna non stupisce per nulla,una vocina flebile flebile nel parlato e niente di che nel cantato. Una telecaster forse troppo importante per lei.
Una cover di Elvis e giusto 40 minuti per portare da Spazio il suo disco. Poi saluta (ma praticamente nessuno sente), ringrazia e se ne va, mal deambulando sui suoi tacchi vertiginosi.
Troppe le aspettative direi. Lei è davvero bella…questo è innegabile e per un fotografo è un puro momento di sfogo con scatto compulsivo…ma musicalmente…beh….un po’ deludente. Per una sera però ringrazio il tecnico luci che ha fatto davvero un buon lavoro.

14/07/11 – Paolo Benvegnù (Spaziale Festival@TO)


Federico Tisa – La verve toscana si sa è straripante. E qui si è fatta vedere e sentire in tutto il suo splendore.
La pioggia flagella il covo di Basiletti fino ai primi pezzi del concerto, l’audio salta un paio di volte, la linea di basso è seriamente disturbata da un gracchiare continuo che i tecnici (formiche impazzite) cercano di fermare spremendo le meningi e picchiando i pomelli del volume dell’ampli. Sostituiscono cavi, bassi, si arrovellano…poi alla fine ce la fanno.
Hermann è la sua ultima fatica e le parole dei suoi testi sono accompagnate da bellissimi (anche se un po’ angoscianti) visual.
Il concerto dovrebbe interrompersi per le 24, ma lui è un artista serio e senza farsi pregare e senza farsi prendere dallo sconforto, inforca l’acustica e scende tra il pubblico che lo applaude, cazzeggia con noi e suona ancora concedendoci altri pezzi.
La massima: Love is talking…

15/07/11 – Calibro 35 (Spaziale Festival@TO)


Federico Tisa – Diciamo che due ore di concerto solo di musica, non sono già di base un ascolto semplice, ma forse per i Calibro
si può fare un’eccezione. Le strobo infastidiscono pesantemente la macchina foto, ma in qualche modo si sopporta.
Molto bravi davvero…un po’ schivi direi, ma non so se questo è un must o solo un momento.

17/07/11 – One Dimensional Man (Spaziale Festival@TO)


Martina Caruso – Il concerto è un mix tra i pezzi degli album precedenti e l’ultimo nato in casa ODM, A Better Man.
Sicuramente You kill me, 100o doses of love, Tell me Marie hanno attirato di più l’entusiasmo del pubblico ma c’è da scommettere che anche i nuovi brani coinvolgeranno sempre più. Sul palco, spicca Luca Bottigliero, il batterista, non solo per l’energia e potenza sprigionata ma anche per le luci, posizionate su di lui a discapito dei volti di Giulio e di Pierpaolo.
Un bel concerto ed un progetto che non vuole ripetersi e cerca di discostarsi dall’ingombrante, ma utile nome de Il Teatro degli Orrori.

18/07/11 – Tame Impala (Spaziale Festival@TO)


Federico Tisa – Il rock psichedelico dei bimbi austrialiani sbarca allo Spazio 211. Unica data italiana mi sembra… beh una buona location come scelta direi. Cavolo quando si sente parlare di band che comunque hanno già un buon seguito immagino sempre dei veterani del palco, invece è molto strano vedere degli sbarbatelli che curano con tanta accuratezza di suoni e dovizia di particolari i loro pezzi. Tecnici e precisi.
Il disco non differisce di una virgola dal concerto. influenze chiaramente Pinkfloydiane e Beatlesiane.
Li avevevo sentiti in Germania al Southside e a dire il vero non mi avevano fatto proprio una buona impressione.
Diciamo che rivedo un po’ la posizione, ma non mi sposto di tanto. “Innerpeaker” è il loro album d’esordio e ancora la strada sarà lunga… Le luci questa volta sono davvero pessime e bisogna assolutamente inventarsi quealcosa.

20/07/11 – Verdena (Rockin’ Umbria@Umbertide(PG))


Riccardo Ruspi – I Verdena regalano due ore di concerto intensissimo, di forte impatto. I suoni dal palco escono alla meraviglia, belli compatti e precisi quasi fossero direttamente dal cd, dimostrando ormai la stoffa da fuoriclasse che il gruppo ha maturato negli anni. Bel concerto insomma, con un buon pubblico (privo di scalmanati senza ritegno in prima fila), e pure buone luci. Vita complicata per i fotografi, con 4 brani da sfruttare per gli scatti (Alberto è rimasto nascosto dalle tastiere per i primi 3..sigh) da un angolo limitatissimo.

21/07/11 – Giovanni Lindo Ferretti (Rockin’ Umbria@Umbertide(PG))


Riccardo Ruspi – Che non fosse un concerto facile me l’aspettavo: una vecchia gloria, Giovanni Lindo Ferretti, ma complicata la sua musica, nei testi e nella lenta cadenza. Anche stavolta pochi brani per immortalare i protagonisti sul palco, ed è stata una sfida catturare più di due espressioni diverse dal viso di Ferretti. Le luci hanno accompagnato il ritmo dei brani, lenti e riflessivi, con pochissime deviazioni elettroniche. La voce monocorde dell’artista non ha aiutato l’ascolto del pubblico di profani: chi non conosceva i brani a memoria ha rischiato una crisi depressiva!

22/07/11 – Joan As Police Woman (Rockin’ Umbria@Umbertide(PG))


Riccardo Ruspi – Joan Wasser è una donna meravigliosa. Non basta come recensione? Ok. Beh quando un’artista oltre ad essere cantante, musicista e autrice invidiabile, riesce a rimanere umile (c’era pure lei a montare l’amplificazione sul palco), gentile col pubblico (vedi foto e autografi fino ad esaurimento fan), e soprattutto affascinante sul palco e fuori, credo che il contorno sia poco rilevante. Stesso palco, luci e regole delle sere precedenti del Rockin’ Umbria: un bel festival.

22/07/11 – John Grant + Cocorosie (Bands Apart@Ferrara)


Furio Ganz – Posto molto suggestivo e grandi band.
John Grant era ben illuminato anche se in maniera statica. In questa occasione ha interpretato i propri pezzi in una versione voce, piano e synth, molto bravo con una voce profondissima, ma un po’ ripetitivo.
Le sorelle Cocorosie avevano due musicisti che le accompagnavano, un pianista e tastierista e una ragazza che faceva “human beat box”. Sound unico e fantastica presenza scenica! Dato dolente per le luci: erano illuminate poco e male, perchè hanno voluto proiettare un video alle loro spalle durante tutto il concerto.
Pit scomodo per muoversi diviso in tre parti ma c’era la possibilità do stare sotto palco senza fotografare dopo i classici tre pezzi.

29/07/11 – dEUS (Gru village@TO)


Federico Tisa – Allora…ultimo concerto di Luglio. Un’ estate davvero piena di appuntamenti si chiude con il belga Tom Barman nella peggiore location dell’estate torinese.
Il centro commerciale Le Gru è lieto di accogliere i dEUS…ma dico: è vero che lo Spazio ha avuto un po’ di sfiga nella vicenda…ma alle Gru…. Va boh…la vita è dispettosa e misteriosa sovente.
Comunque…loro sono molto attivi, tengono il palco in maniera più che collaudata e si fregiano di suoni curati e complessi.
Ben 7 album pubblicati, se ben ricordo, dall’inizio degli anni ’90… e una carriera che sembra andare piuttosto bene.
Le luci non erano poi così male, anzi….i fotografi di Rocklab hanno sicuramente visto di peggio.
Però davvero non riesco a non pensare ad una scena e non ridere.
Improvvisamente in mezzo ad un pezzo la musica si interrompe e Tom dice: “Il bimbo Luca è pregato di presentarsi alla cassa numero 7 dove lo attende la mamma speranzosa. Grazie e ricordate, solo per oggi i sofficini pomodoro e mozzarella hanno il 3×2”. Dio benedica la molteplicità di spazi in questa città Chiampariniana.

  • Ospite

    sottolineare a più riprese e con ogni mezzo la vista “dal palco”… roba da dodicenni ;)

  • Beh Ospite, sai com’è sono dei fotografi se sottolineavano la vista da dietro il palco sarebbe stato grave ;)