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Marilyn Manson – The Pale Emperor

Marilyn Manson – The Pale Emperor

Ne viene fuori un lavoro che potremmo collocare fra Mechanical Animals e Holy Wood, un’opera discreta, impressionista e a tratti slabbrata, ma che mantiene tutte le peculiarità del canovaccio Mansoniano. Diversi buoni brani si stagliano alle spalle del singolone di cui sopra. Siano Blues songs vampirizzate “Killing Strangers” – Pezzo al quale il reverendo mette l’accento per via delle diatribe inerenti al massacro della Columbine “we got the guns / you better run” Ndr -, o il consueto Industrial Gothic Rock di fabbrica “Deep Six”.

Menace Beach – Ratworld

Menace Beach – Ratworld

Quello che colpisce in positivo della band Inglese rimane l’effetto straniante d’insieme, nonostante la dolcezza che permea apparentemente le tracce: distorsioni ed effettistica a servizio emozionale. Il discorso viene dipanato attraverso un vademecum costellato di malattia-pop, figlio di ansie, insicurezze e malcelata ricerca dell’autostima “Blue Eye”. “Sprightly 33 minutes” la loro definizione del tutto, o meglio quello che ci vogliono fare credere, perché nonostante le tinte pop, la sofferenza rimane tangibile. Liza lo sa benissimo, e non ha fatto nulla per nasconderlo.