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Giuseppe Righini – Houdini

Giuseppe Righini – Houdini

Un disco leggero ma denso, pieno di riferimenti a luoghi concreti e a spazi dell’anima, in un intreccio affascinante di rimandi, nell’equilibrio raggiunto tra parole e musica dove la sensibilità estetica di questo songwriter camaleontico si rivela nella sua forma più pura.

Emidio Clementi – Notturno Americano

Emidio Clementi – Notturno Americano

Notturno Americano – versione integrale del reading a cura di Emidio Clementi in collaborazione con due Giardini di Mirò (Corrado Nuccini – chitarra e synth, Emanuele Reverberi – violino, tromba, organo) – segna, in un certo senso, la chiusura di un cerchio nel percorso artistico del frontman dei Massimo Volume, attraversato dal fantasma del poeta italoamericano in maniera a tratti quasi ossessiva.

The Big Rip Of Poetry: Poeti Morti #1

The Big Rip Of Poetry: Poeti Morti #1

Nascono, soffrono, scrivono cose bellissime e muoiono giovani. Si chiamano Nick, Kurt, Amy, Ian, ma anche John, Anne, Sylvia, Emanuel. I primi nomi vi dicono qualcosa, state già canticchiando, avete postato almeno una volta nella vita un video con l’enorme scritta R.I.P. o un pensiero personale in tono funerale, gli ultimi nomi magari non vi dicono niente.

Felpa – Paura

Felpa – Paura

Insomma, non è semplice fare un disco così, perché la noia può diventare un concetto relativo, come anche il tempo e la paura del tempo. Sono passati ben 25 anni dagli anni 90 e a dispetto delle critiche verso le retromanie – spiegatemi poi come si fa a non essere retromani Ndr -, questo disco, spiaggiato sull’isola del post-Novanta, può anche fare al caso nostro. Per noi, che veniamo da quegli anni, che siamo grandi, belli e occupati, che facciamo lavori del tipo: “sì ma non è il mio lavoro, però sai…” e che siamo orribilmente nostalgici, ogni tanto.

Cristina Donà @Bronson 18/12/2014

Cristina Donà @Bronson 18/12/2014

Nei concerti di Cristina Donà c’è lei con la sua passione e la sua purezza. Ci insegna che il respiro, la musica, il desiderio e la poesia tengono in vita. Si raccomanda di stare attenti sulla strada del ritorno. Mentre vado alla macchina penso che l’ultima volta che mi sono sentita così a un concerto è stato quando ho visto la splendida Shannon Wright.

Wow – AMORE

Wow – AMORE

Fuori dagli schemi del cantautorato indipendente che ascoltiamo quando abbiamo voglia di disagi e speranze generazionali, gli WOW hanno fatto un disco coraggioso, che non ti aspetti, con un titolo bellissimo. AMORE è uscito in vinile e CD in edizione limitata. L’artwork è stato curato dall’artista inglese Karen Costance. Sta cominciando anche il loro nuovo tour, partenza da Pesaro il 30 novembre, e c’è curiosità.

Santo Barbaro – Geografia Di Un Corpo

Santo Barbaro – Geografia Di Un Corpo

Dal fondo della valle l’atmosfera ancestrale e primitiva di ‘In memoria di nessuno’ chiude Geografia di un corpo, un disco fatto di ossa, di muscoli e di respiro, di vuoti riempiti con parole e suoni potenti. Chiudetevi in una stanza e ascoltatelo. Se volete vedere chi sono gira in rete il documentario del videomaker Christoph Brehme che ha seguito i santi barbari durante le registrazioni.

Stoner di John Williams (Fazi, Roma)

Stoner di John Williams (Fazi, Roma)

Il libro in questione è piaciuto molto a Ian McEwan e a Bret Easton Ellis, due scrittori famosi e ancora vivi, e al mio collega al quale l’ho consigliato, tra l’altro senza averlo ancora letto, perché il mio sesto senso quel giorno lì funzionava molto bene. Allora, cosa raccontavo a F.? Per prima cosa che Stoner è il nome del protagonista, un uomo qualunque, figlio di contadini nel desolato Missouri (siamo tra fine 800 e i primi del 900), che a un certo punto diventa professore di letteratura inglese all’università.