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“We need nothing to collide” il progetto di Mark Wheeler

“We need nothing to collide” il progetto di Mark Wheeler

Dalla collaborazione con Clay Weishaar e Russ Chimes nasce ‘We need nothing to collide’, che prende il titolo dall’omonima traccia del producer inglese. L’esperienza culmina in una serie di tre esperimenti. Il primo e il secondo esperimento mirano a creare un supporto visivo al suono attraverso l’utilizzo di openFrameworks, una “general purpose glue” open source, che utilizza il linguaggio di programmazione C++ per fornire un ambiente che assista la sperimentazione creativa.

Music Geek: Patatap

Music Geek: Patatap

Patatap è un’opera d’arte. O meglio, è un sito che consente a chiunque vi acceda, di produrre un’opera d’arte, sia questa musicale o visuale. Semplicemente con la tastiera del computer. Pigiare sui tasti produce una melodia – creata dal duo Lullatone – ed un’immagine; colore e suono sono regolabili tramite barra spaziatrice.

Jessie Ware – Tough Love

Jessie Ware – Tough Love

Una voce piena e radiofonica, che cela un mondo ancora tutto da scoprire. Un ritornello da canticchiare sotto la doccia, in una camera d’albergo ai confini remoti del pop. E svariati richiami alle pagine più insulse della musica mainstream da almeno vent’anni a questa parte. Forse solo un modo per mettere in mostra le proprie abilità. Forse solo un esercizio di stile mal riuscito.

Kindness – Otherness

Kindness – Otherness

Alla fine si sente una dannata mancanza delle altre facce di cui Kindness sembrerebbe disporre. A proposito di facce, in copertina si opta ancora per un primo piano: stavolta molto riflessivo, l’altra volta gentilmente sfrontato. Gli ospiti ovviamente ci sono ma Kelela è meno efficace che nel suo album solista e Robyn, come al solito fa Robyn, cioè una cosa di cui non si è mai avvertito il reale bisogno.

The Drums – Encyclopedia

The Drums – Encyclopedia

Nel complesso non possiamo definirlo un ascolto spiacevole. Scivola via senza dare troppo fastidio, perfetto come sottofondo, malgrado la cupezza delle liriche. Un po’ come certe enciclopedie, che una volta riposte sullo scaffale, diventano parte dell’arredamento. Quasi una protesi della parete.