AA.VV. – Niente Records Volume 1
Una compilazione deve soddisfare dei requisiti per essere una buona compilazione, e sono perlopiù requisiti di equilibrio: non ci può
Una compilazione deve soddisfare dei requisiti per essere una buona compilazione, e sono perlopiù requisiti di equilibrio: non ci può
Rapido resoconto di un’occasione sprecatissima: i Giant Squid si sono inabissati già dal precedente remake dell’esordio ‘Metridium Fields’ che pur
Sono gli anni del dubstep, di Landstrunz che la insozza di sincopi hiphop e di synth acidi, di Benga che
Esce molto in sordina la seconda opera targata Grayceon, a solo un anno da quell’omonimo ed inatteso esordio che li
L’hype è hype, si sa, e per quanto uno si sforza di non obbedirgli, di tenersi per l’anno successivo i
Mi si dice di parlare un po’ di metal, ché qui è tanto che non se ne vede, ed in
I Mouth of the Architect si imbarcano con convinzione sulle orme di Callisto e Cult of Luna, ovvero sulle orme
Sigurtà/Clerico contro Uggeri/Lupo, o meglio non contro, ma specularmente, come in ogni split che si rispetti: un setting di ironia
Allora viene da dire: post-rock. E poi i Mogwai, Red Sparowes, e tutti a annuire interessati e a dirsi in
Anticipando l’equazione: Tusk = Pelican – 1 + (cantanti di Kayo Dot e Breather Resist), mi sento di consigliare l’ascolto
Peter Wichers fa ciao ciao con la manina e torna in Tennessee, i Soilwork si ritrovano col culo a terra,
Un assalto piuttosto inaspettato quello portato avanti dal power trio di Lione dopo parecchi anni dall’esordio discografico: si tratta qui
Equus significa post-prog in salsa vagamente kraut di provenienza hardcore – provenienza solo nominale perché non c’è da aspettarsi chitarre
Stavo per dirmi: “aò, stasera proprio tutto perfetto al Circolo” quando è saltata l’aria condizionata, ma il resto, c’è da
Tomas Lindberg è in grande attività, si infila in gruppi che non arriverebbero oltre la loro cerchia di fan oltranzisti