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Temples – Sun Structures

Temples – Sun Structures

Tutto all’interno di ‘Sun Structures’ mantiene una precisa direzione attitudinale (Un altro omaggio lampante viene sbattuto nella splendida copertina, ricordate gli Who di Who’s Next’), coerente passionalità di matrice Psych-Pop ed una gioiosa ruvidità moderna capace di rendere fruibile il tutto nell’epoca degli smart phone. In compagnia dell’esordio dei Tame Impala e l’omonimo degli Allah-Las, ‘Sun Structures’ rappresenta una delle migliori prove di rilettura di questo nuovo decennio. E anche questa è una triade.

Wildbirds & Peacedrums – Rhythm

Wildbirds & Peacedrums – Rhythm

Qui il duo si spinge oltre, affrontando in maniera sciamanica quella linea sottile che separa l’essere presenti in questa realtà dal dissolversi nell’infinito. La sanità mentale dalla malattia – Tematica che da qualche tempo appassiona Andreas Ndr -. Una creatività musicale scorrevole, mai statica, che si dipana fra le pieghe di un Pop intellettuale innestato da triblaismi percussivi e R’n’b. Profondo, riflessivo, abbozza sovente sentori gospel per liturgie ‘profane’, liberando e insegnado ai più come si possa reare grande musica pop, con pochi essenziali elementi.

Cut Hands – Festival Of The Dead

Cut Hands – Festival Of The Dead

Ne scaturice un ‘Afro-Noise’ dalle tinte vagamente Techno-Industrial – Ma non diteglielo mai, da buon rivoluzionario odia essere incasellato Ndr -, coadiuvato in sede live da filmati ed immagini incentrati sulla pratica del rito voodoo. Una musica Caraibica suonata da Zombie in acido, anticonformista, libera.