Ultime dai Palchi – Aprile 2016
Questo mese abbiamo esagerato e vi abbiamo regalato tantissime gallery, ecco il riassunto.
Questo mese abbiamo esagerato e vi abbiamo regalato tantissime gallery, ecco il riassunto.
Graham Nash conferma la sua classe, e di avere ancora molto da dire, come solista e componente di un gruppo. Non è ancora pronto per la pensione da musicista, e non possiamo che esserne felici.
Non ci sono regole ben precise nell’edificazione degli scenari pensati dal cantautore. Un lavoro in cui l’extra corporeo si mescola perfettamente con la dimensione intima del cantato, mentre i testi si fondono con la morbidezza e il romanticismo di una voce quasi teatrale: che rimanda allo smoking di Brian Ferry.
Un evento che ogni anno, in concomitanza con la festa dei lavoratori, ci permette di fare il punto della situazione su temi importanti come la musica, le politiche sociali, e le desquamazioni plantari che affliggono le danzatrici di pizzica.
Possiamo nascondere voglie di fragola e di caffè sotto vestiti spessi e cappelli scuri, ma sicuramente come gli stessi The Lillie Langry non possiamo nascondere il desiderio di un mondo in costante saturazione.
I migliori dischi di Aprile segno per segno.
Ascolta “Casual Party” dei Band Of Horses
Giuda, The White Buffalo, The Excitements: ecco i nomi della XVI edizione del festival ARENASONICA, che quest’anno si svolgerà dal 29 al 31 luglio all’interno della suggestiva Arena Parco Castelli di Brescia.
Ascolta “Past Lives” dei Local Natives
Il video a cura dell’artista HANNAVREA, è un concentrato segnico di lampi luminosi che squarciano l’oscurità di fondo, quasi una lavagna immaginaria su cui ricamare immagini e volti in supporto alla musica dell’artista Romagnolo.
Fin qui ci si era chiesti spesso quale strada, tra quelle accennate, Bibio avrebbe scelto d’intraprendere. Ma oggi, di fronte a una discografia così strutturata, sappiamo che la sua cifra personale è proprio quella che ascoltiamo in A Mineral Love. E quella domanda suona finalmente superflua.
Rivers Cuomo e co. si ripetono sugli stessi livelli che li hanno portati alla ribalta e li hanno resi riferimento per la scena post-grunge e alternative di metà ’90, con il sentimento maturo di chi continua a fare ciò che ha sempre fatto e lo fa egregiamente, e si compiace quasi del quadro musicale che si profila attorno.
Quindi, per quanto cosmopoliti possiate essere, non ci sarà mai abbastanza New York in nessuno di voi per rendervi immuni da tutto ciò. Arrendetevi!
Tornano a distanza di 5 anni i Bellrays, accompagnati dagli australiani Dallas Frasca!
Sul palco, oltre ai soliti strumenti di rito, un Hammond e un flauto la fanno da padrone, ammiccando a band del calibro di Deep Purple e Jetrho Tull; soprattutto questi ultimi si fanno sempre più incalzanti man mano che il flauto di Pan, suonato magistralmente dalla pallida fanciulla dai lunghissimi capelli corvini, emette il suo mantra esoterico teso a risucchiare il pubblico presente.