Classics

Gli album che hanno cambiato la storia del suono.

Fleshtones – Roman Gods

Fleshtones – Roman Gods

Roman Gods si presenta come il miglior prodotto revivalistico, di genere, uscito negli ottanta. Qualcosa nato da un’esigenza ben precisa, quasi fisica, che posiziona il proprio approccio stilistico/mentale ad anni luce dalla ricerca in atto in quegli anni nella New York della No-Wave. Se siete in cerca di passionali e appassionati alfieri che vi guidino attraverso gli anni del revival Psichedelico, gli avete trovati. Questa è la loro manifestazione migliore.

At the Drive-In – In/Casino/Out

At the Drive-In – In/Casino/Out

Poche, pochissime le cadute di tono. Praticamente assenti. La cinquina iniziale, che infila una dopo l’altra “Alpha Centauri”, “Chanbara”, “Hulahoop Wounds”, “Napoleon Solo” e “Pickpocket”, rappresenta già un campionario sufficiente delle abilità, dei talenti, della versatilità di questa band.

Deftones – White Pony

Deftones – White Pony

White Pony è l’album che rappresenta al meglio le mille facce della band di Sacramento, quello che è riuscito a tracciare nuove strade e visioni possibili. È il disco che è stato capace di nobilitare un genere, elevandolo quasi a forma poetica grazie alla potenza dei testi.

The Smiths – The Smiths

The Smiths – The Smiths

Bastano pochi secondi per naufragare nel dolcissimo mare degli Smiths, in assoluta solitudine, accompagnati dai soffici e intricati fraseggi di Marr, e dalle parole di Morrissey, che intinge il suo pennino nell’inchiostro di vite ordinarie, di pozzanghere periferiche, raccontandoci storie di comuni mortali, ormai divenute immortali. Grazie alla sua voce.

At The Drive-In – Relationship of Command

At The Drive-In – Relationship of Command

“ROC” non è il Tony Manero che si presenta ad inizio serata e mostra a tutti com’è che si balla. “ROC” è l’imbucato molesto che quando tutti se ne stanno andando s’impadronisce della consolle, mischia la musica come cavolo vuole lui, e fa sbroccare la folla a tal punto da mandare il locale in frantumi. Tutto questo poco prima della chiusura.

Television – Marquee Moon

Television – Marquee Moon

Uno dei rilasci più eclatanti e influenti da cui attinsero a piene mani nei decenni successivi numerosi artisti. Gruppi come Joy Division, Meat Puppets, Sonic Youth, R.E.M, Pixies, Strokes, sono forti debitori verso le composizioni di Marquee Moon, timbrate con inchiostro indelebile nel firmamento degli album imprescindibili.

Oasis – (What’s the Story ?) Morning Glory

Oasis – (What’s the Story ?) Morning Glory

Maledetti stornelli per cuori cuciti e ricuciti. Stornelli che hanno costituito la colonna sonora della nostra giovinezza, della nostra adolescenza, che ci hanno fatto idealizzare chissà chi, ci hanno fatto sprofondare nel meraviglioso abisso dell’amore che, col senno di poi, magari si è rivelato nient’altro di più che una pozzanghera nella quale siamo stati gettati. Proprio dagli Oasis.

Faith No More – Angel Dust

Faith No More – Angel Dust

Tutto Angel Dust è più o meno così: una prepotente minestra di funk metal con inserti di tastiera apocalittici, un rappato che si alterna alle urla, il metal-core che sposa le intuizioni melodiche del pop (sia bianco che nero) di stampo fine anni ’80.