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I Giardini di Chernobyl + Psicosi di Massa + Forgotten Dust @Defrag, Roma – 27 gennaio 2017

I Giardini di Chernobyl + Psicosi di Massa + Forgotten Dust @Defrag, Roma – 27 gennaio 2017

Non di solo Indie Pop vive l’uomo, anche se a guardare la scena musicale italiana sembra che oggi ci sia una netta predominanza del genere. Noi di Rocklab amiamo scrutare l’underground italico sotto diversi punti di vista, indagare le diverse sfaccettature del suono, puntando anche a una più ampia visione sonora, lambendo spesso territori anche più “estremi”. Con questo animo, da tempesta e assalto, ci siamo avvicinati alla serata del 27 gennaio che ha visto avvicendarsi sul palco del Defrag di Roma: Forgotten Dust, Psicosi di Massa e I Giardini di Chernobyl.

Dead Witches – Ouija

Dead Witches – Ouija

Ouija è un disco che apre un varco spazio-temporale su un mondo di tenebre sonore e di spiriti, su un universo acustico che una strega sembra aver portato in vita attraverso una sorta di comunicazione medianica. È come una seduta spiritica fatta di musica, scorrendo sulla Stige del suono.

Gomma – Toska

Gomma – Toska

I Gomma ambiscono a tanto con questo esordio, magari inutilmente, vedremo. Le strutture dei brani nella seconda parte mostrano la corda. Servirà in futuro un po’ di lavoro per rendere più esaltante, più deflagrante, meno prevedibile la formula. Comunque potente.

Regina Spektor coverizza “Blowin’ In The Wind” di Bob Dylan alla “Women’s March” di L.A

Regina Spektor coverizza “Blowin’ In The Wind” di Bob Dylan alla “Women’s March” di L.A

Sabato scorso, le piazze più importanti di tutto il mondo, sono state riempite dai manifestanti in opposizione alle politiche anti-femministe di Donald Trump. Ovviamente fra loro anche tanti musicisti come: le Sleater-Kinney e i The National a Washington, DC e Lily Allen a Londra. Certo che, se sul palco adibito dai manifestanti di Los Angeles sale Regina Spektor (rifugiata anche nella vita reale) le cose cambiano. Infatti, la famiglia della Spektor dovette emigrare dall’Unione Sovietica per sfuggire dilagante antisemitismo.

Teta Mona – Mad Woman

Teta Mona – Mad Woman

L’atmosfera rilassata che caratterizza le composizioni, spinge la mente verso le terre salentine, qui invase da persone provenienti da ogni dove. Al Reggae unisce certo Soft Jazz, i fiati, le tastiere in levare ed una voce ipnotica che percorre scale talvolta scomode, a tratti dissonanti: intelligentemente costituite da un mix dai lineamenti esotici ma impegnati. Spruzzate di Dub e richiami etnici.

Ultime dai Palchi – Dicembre 2016

Ultime dai Palchi – Dicembre 2016

Il 2016 è finito e noi siamo già carichissimi per affrontare un nuovo anno con voi, per un 2017 all’insegna di Rocklab! Ripercorriamo allora le gallery realizzate dai nostri fotografi per ricordare i concerti che Rocklab ha seguito per voi a dicembre: Punkreas, Erin K, Saroos, Sarah Dietrich, Jackson Sloan meets The Good Fellas, Mother Island