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Johnny Jewel – Windswept

Johnny Jewel – Windswept

Windswept è dunque il tramite: annunciato come OST di Twin Peaks: The Return, musicherà il nuovo, recente lavoro di Lynch. A metà tra l’alettronica emozionale dei Chromatics, le note elettricamente thrilling di Kavinsky e l’intimismo di Angelo Badalamenti, Johnny Jewel si fa perdonare l’attesa ricomponendo i pezzi di quei dischi in frantumi già in copertina. Gli stessi presenti nella copertina promo di Twin Peaks, in cui sono presenti i frammenti di Dear Tommy – che verrà registrato nuovamente e, a detta dello stesso Jewel, in una qualità superiore rispetto a quella prevista – in secondo piano rispetto ad una Laura Palmer distesa.

The Heliocentrics – A World Of Masks

The Heliocentrics – A World Of Masks

I ritmi di “A World Of Masks” sembrano essere senza confini in ogni senso, tanti i rumors che vedono entro l’anno una collaborazione del collettivo con la Sun Ra Arkestra, mentre è già fissata la data di uscita – 30 giugno – per la colonna sonora di “The Sunshine Makers” l’ acclamato documentario sull’ LSD dagli stessi creatori di “Searching for Sugarman”.

Twin Peaks 3: il testamento di Lynch

Twin Peaks 3: il testamento di Lynch

Doveva essere l’anno scorso, invece è quest’anno. “See you again in 25 years” (diceva Laura Palmer al termine della seconda stagione) salvo rinvii, appunto. Un cast stellare messo a mo’ di specchio per le allodole a disposizione dei detrattori (ovvero tutti): “Troppa gente, troppe star, sarà una porcata”. Un museo del fan service ipotizzato a cui il regista statunitense, osservando i primi due episodi d’apertura, va bellamente in culo – poi magari crolla sul finale/a metà /rimane sui livelli; per il momento le chiacchiere stanno a zero.

Vök – Figure

Vök – Figure

I Vök, come accennato, vengono dall’Islanda ma hanno sempre saputo sfuggire ai soliti riferimenti facili di quella terra. Sono abbastanza lontani anche dalla classicheggiante conterranea Sóley (album nuovo anche per lei in questi giorni). Casomai potrebbero ricondurci alla svolta elettronica di John Grant, quando il barbuto ha scelto l’isola del nord come sua nuova casa.

Slowdive – Slowdive

Slowdive – Slowdive

Non il loro migliore, e a dirla tutta il rischio-sbadiglio è piuttosto alto. Ma sono sbadigli di grande bellezza, quindi oro colato coi tempi che corrono. E veniamo dunque a quest’ultimo “Slowdive”, il tardivo self-titled. Otto canzoni per passare in rassegna il passato, alla ricerca di un futuro. O magari per mettere la parola fine una volta per tutte (se fosse così, sarebbe ancor più intrigante la scelta del titolo). Otto composizioni che mettono sul piatto tutto il menù di Casa Slowdive. Con qualche aggiunta gustosa (le insolite accelerazioni di “Star Roving”, un maggior impiego delle tastiere). Tutto fila liscio, anche troppo. Tutto fila liscio come il marmo di una lapide.