Bibio – Mind Bokeh
Ci troviamo di fronte ad un’opera frammentata in tanti tentativi, in tanti possibili percorsi scartati a priori senza una chiave di lettura creativa per l’ascoltatore
Ci troviamo di fronte ad un’opera frammentata in tanti tentativi, in tanti possibili percorsi scartati a priori senza una chiave di lettura creativa per l’ascoltatore
Incedere lento e forte, un dub complesso, pieno di fronzoli di orpelli che piacciono.
La cold\minimal\synth wave ricreata in vitro da Martial Canterel è gustosa quanto un sushi.
Popoli di un mondo di sabbia e cielo. Popoli che percepiscono la “forza” degli spazi, dell’orizzonte e della notte.
Non vogliamo un percorso. Una regola. E non vogliamo pensare a quello che facciamo come qualcosa di intellettuale . Che cosa vuol dire intellettuale? Uno stereotipo, diciamo di persona formale, seria? Noi non lo vogliamo essere.
Musica vivente. Nello stretto spazio tra astrazione tecnica e un film di Cronemberg, Colin eccelle nel creare nell’accezione più completa del termine.
Intervista ai Mombu progetto di Luca T. Mai e Antonio Zitarelli, il primo sax negli Zu e il secondo batteria dei Neo, ed entrambi già visti nell’altro progetto degli Udus.
Gli Earth si muovono sempre di più come un’ombra insapore ed inutile.
Un triste sapore in bocca. Grandi aspettative ma un acuto vuoto pneumatico
Rallentato virtuosismo in loop che rasenta una banale riproposizione di parole importanti già dette, ma una scintilla nella corteccia cerebrale in più sarebbe apprezzata.
I Cloud Nothings stanno vivendo il passaggio ad una produzione professionale in modo impersonale e forse un pò conformista, speriamo che si rendano conto di ciò che rischiano di perdere.
Un disco che si arrampica sui nostri neuroni come una rigogliosa edera, speriamo che continui ad intrufolarsi dentro così.
Ed ecco i 10 cd di Nicola Manzan [Bologna Violenta], beccato il 23 dicembre dopo il concerto allo Spazio72 di Grosseto.
Una melodia deragliata in un corpo tra il poetico e il plastico, ecco forse una possibile sintesi sia dell’opera che del simulacro ultimo di Nika.
Matthew Barnes ha creato un disco, organico e pulsante di emozioni che non si tradisce in banalità ma anzi rivela un’interessante personalità artistica.