Echo & the Bunnymen – Crocodiles
“Crocodiles” rimane un debutto incredibile e già maturo, un album da conservare con devozione assieme ad altri capolavori dell’epoca come: “Kilimanjaro”, “In the Flat Field” o “Seventeen Seconds”.
“Crocodiles” rimane un debutto incredibile e già maturo, un album da conservare con devozione assieme ad altri capolavori dell’epoca come: “Kilimanjaro”, “In the Flat Field” o “Seventeen Seconds”.
I Rolling Stones con quest’album si confermano come la band “Rock” per eccellenza e gettano le basi per lo sviluppo del genere, oltre ovviamente ad aver raggiunto uno dei tanti apici nella loro sfolgorante carriera.
Nonostante gli anni e i cambiamenti nella carriera di Bowie, Ziggy è rimasto per sempre nei nostri cuori, fra gli album imprescindibili degli anni ’70.
Dopo Violator i Depeche Mode entrano di prepotenza, e meritatamente, nell’olimpo dello Star System musicale. vendendo oltre 15 milioni di copie in tutto il mondo ed ispirando tonnellate di band fra cui i grandi Pet Shop Boys, come in seguito dichiarerà Neil Tennant. Buy or die.
I Kraftwerk con “Trans-Europe Express” diedero vita a un piccolo gioiello, ed è incredibile il modo in cui quest’album unisce in sé tradizione e avanguardia
Possiamo quindi ascoltare “Kilimanjaro” consapevoli di avere nello stereo un album fondamentale, non una semplice meteora nel panorama di genere.
Si tratta di un album molto particolare, forse un po’ prolisso, ma caratterizzato da quelle atmosfere ossessive marchio di fabbrica della band. L’ascolto di “Disintegration” è comunque doveroso, uno dei migliori lavori prodotti negli anni ’90.
In The Flat Field è davvero un album storico. Uno di quelli che nel passaggio dagli anni ’70 agli ’80 gettò le fondamenta del movimento Dark più puro, quello figlio del minimalismo sonoro Punk e fortemente debitore all’ultimo David Bowie e a Iggy Pop.
I riff di Ron Asheton e il cantato a tratti animalesco di Iggy Stooge sono un gran bell’esempio di Proto-Punk, e gli Stooges possono, con ogni probabilità, vantarsi di essere la band più sfrontata, cattiva e irriverente dell’intera scena musicale.
“Vienna” si rivela una gradita sorpresa, un album Pop dotato di melodie riuscitissime e magistralmente orchestrate, che abbinate alla caratteristica voce di Midge Ure riescono a portare il gruppo ad un sofferto ma meritatissimo successo.
Forse l’apice della follia eclettica del krautrock sta proprio qui, nell’unico disco di un ex parlamentare svizzero ritiratosi sui monti
L’album degli Autunna et sa Rose sarebbe degno di molto più di una semplice recensione su una webzine come questa.
Eccoci dunque alla fine, stavolta per davvero. Johnny Cash ci ha lasciati in un ormai lontano, ma non troppo, 12
In una recensione canonica, fatta con tutti i crismi, il malcapitato di turno incaricato di scrivere qualcosa su un disco
David Byrne e Brian Eno nel 1981 erano già un duo molto affiatato, avendo già dato vita a dei dischi