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Deadsmoke – S/t

Deadsmoke – S/t

Un suono profondo e sporco che nella sua pesantezza lascia intravedere tutte quelle influenze che i nostri giostrano magistralmente come una band consumata. Nel tempo, relativamente breve di 30 minuti, i Deadsmoke condensano un prodotto che possiede il doppio del peso atomico dell’uranio.

Muschio – Zeda

Muschio – Zeda

l nuovo Zeda mantiene la barra dritta in merito ad una ricerca che si svolge prevalentemente in veste strumentale, ma che risulta capace di edificare melodie nell’intento di far entrare l’ascoltatore all’interno di questo microcosmo.

Donald Thompson – III

Donald Thompson – III

Il quartetto propone un agglomerato altamente infiammabile di Punk’n’roll à la New Bomb Turks, debitore tanto dei Social Distortion – “Take It Anymore” – quanto di un certo Garage Rock nordico – “Leave Me Alone”. Un contesto in cui non è difficile scorgere la figura di un Frankenstein (Elettrico) fare capolino dalle chitarre abrasive – “Sell Your Soul”.

Blood Ceremony – Lord Of Misrule

Blood Ceremony – Lord Of Misrule

In tutta la sua durata “Lord Of Misrule” dimostra una solidità d’insieme invidiabile di questi tempi, impreziosita dall’innata capacità di abbandonare il fil rouge (anche solo per un attimo), lasciandosi dolcemente ammaliare dal Flower Power – “Flower Phantoms” – o dall’Hard Blues di “Old Fires”, senza perdere mai di vista l’insieme. Imperdibile.

Istvan – S/t

Istvan – S/t

La stella polare rimangono però i Kyuss: qui trattati con inedita eleganza – Mire. Tutto ammantato da un’estetica che ricorda le cose migliori dei grandi Dead Meadow, e messo a vostra disposizione dalla Bronson Recordings in uno stupendo vestito vinilico verde.

I Me Mine – I Me Mine

I Me Mine – I Me Mine

Una rivisitazione che implementa la psichedelia dei sixties con indomito spirito Garage-Rock ed incursioni elettroniche. Syd Barrett che incontra Alex di Arancia Meccanica, percussioni impazzite che flirtano con beat elettronici senza le dovute protezioni.