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Savages @ Locomotiv [Bologna, 26 Febbraio 2014]

Savages @ Locomotiv [Bologna, 26 Febbraio 2014]

Determinate, tengono il palco in pugno come i padri – Sia Peter Murphy o Ian Curtis Ndr – da cui attingono copiosamente ma con grande rispetto, devozione direi. Nella loro riproduzione degli stilemi Post-Punk a tinte Dark, mantengono sempre forte quell’identità – Niente più danze epilettiche che fecero storcere qualche naso Ndr – capace di renderle rilevanti, importanti, e degne del testimone.

The Sade – II

The Sade – II

II è il secondo lavoro, quello della maturità. Non solo musica, ma una forte connotazione esteticamente oscura comincia a caratterizzare i nostri. Il contesto cambia leggermente, influenzato dai fuochi fatui mutuati dal lavoro di Glenn Danzig solista, e con i Misfits.

Afi – Burials

Afi – Burials

Mesi di preview in bianco e nero, video minimal di qualche minuto avari d’indizi ma colmi di pathos, ed un sincero ottimismo, conseguenza del doppio flop Crash Love – Blaqk Audio, portava al convincimento di un effettivo ritorno alla natura grintosamente dark del progetto. Macché, tutto il manierismo radiofonico del precedente episodio viene bellamente perpetuato cambiandone solamente l’involucro, l’immagine: un maquillage che crolla alla prima goccia di sudore, manifestando tutti i limiti di una band che sembra veramente giunta al capolinea compositivo.

Midlake – Antiphon

Midlake – Antiphon

E’ arrivato il momento dunque di fare i conti con una Neo-Psichedelia certamente meno ricercata e crepuscolare rispetto al passato, ma talmente estasiata dalla musica dei padri da riuscire nell’intento di rielaborarne la forma in chiave moderna, senza risultare né pacchiana, né galeotta. Diffidate dal commiato alla dipartita, ed ascoltate questa buona prova con orecchie equidistanti, quantomeno capace di reintrodurre un mondo fatato nell’era digitale.

La Luz – It’s Alive

La Luz – It’s Alive

una lenta traversata “Surf” notturna, sognante teatro di lune morenti e tramonti popolati da ombre silenti. Attraverso serpeggianti linee di basso ondeggiano le nostalgiche tematiche del distacco, della solitudine e dell’amore, lasciando sulla sabbia il loro percorso sinuoso. Perfetta colonna sonora di una nottata ai tropici trascorsa dentro un palmeto, dove nulla è come sembra.

Pins – Girls Like Us

Pins – Girls Like Us

Forse avrebbero voluto una storia con Stiv Bators (Dead Boys) – L’intro di ‘Waiting for the end’ è la stessa di ‘What’s Love Is’ – ma senza droga e sempre col preservativo. Insomma, rimanendo in tema: se il revival delle Savages convinse per bontà compositiva, in questo esordio si respira solamente tanta confusione ed altrettante velleità.

DVA Damas @ RoBOt Festival (Bologna) 04-10-2013

DVA Damas @ RoBOt Festival (Bologna) 04-10-2013

Prendendola bene potrei abbozzare una difesa nei confronti della mia amata band, addossando accuse random verso un’organizzazione d’evento incapace di mettere in condizione i nostri di suonare per un’oretta come da programma. Lo so, non sarebbe giusto perché non ho idea di come siano andati esattamente i fatti, sicuramente sarà colpa di qualche capriccio, di una chitarra rotta o di una tastiera smangiucchiata dal cane nel backstage, fatto sta che oggi mi sento come un alcolizzato a cui hanno fatto fissare la sua bottiglia di stravecchio tutta la notte, senza poterla aprire.

El Mahdy Jr – The Spirit Of Fucked Up Places

El Mahdy Jr – The Spirit Of Fucked Up Places

Da sempre attratto dagli effetti che la cultura popolare autoctona avesse sul contesto musicale locale, Jr, sogna d’imbrigliare l’attitudine del terzo mondo innestandola in, velandone le urgenze con un tono mistico-devozionale. Ridestando sfarzose sonorità arabesche, smarcandole dal pregiudizio, il nostro racconta di viaggi e di morte, raccoglie testimonianze in beat nel tentativo di musicare lo spirito che risiede nei posti dimenticati da Dio, riuscendoci.

Cut Hands – Madwoman (Ep)

Cut Hands – Madwoman (Ep)

William Bennett compone una danza per sciamani robotici, una cerimonia magica in quattro movimenti con il preciso compito di gettare un ponte immaginifico capace di far collidere tradizione e futurismo spinto. L’Afro-Noise con il piglio della techno ‘Madwoman’, l’incontro fra Djembes e Ksings con il Roland Juno ‘Eat Them Like Bread’; Passato e futuro in percussione ritualistico-futuristica.