All posts by Emiliano Le Moglie

Sauropod – Roaring At The Storm

Sauropod – Roaring At The Storm

Un buon esordio, ben suonato, ma anche ben prodotto. Pulito e solido. I Sauropod si mettono così in scia ad una tradizione scandinava, ben capace, sin dagli anni sessanta di perseguire un solco Pop-Rock che trae ispirazione dalle solide radici della British Invasion: innestandola con elementi nuovi e meticci. I Sauropod si propongono dunque come epigoni futuri di questa sconfinata tradizione sonora.

Norah Jones – Day Breaks

Norah Jones – Day Breaks

Day Breaks è il grande album di un’artista che nel giro di pochi anni è riuscita ad emanciparsi da quel ruolo di nicchia a cui una certa produzione snob musicale voleva relegarla. Chiudiamo prendendo in prestito le parole con cui Bono Vox definì Jeff Buckley, ma che ben calzano anche per la nostra Norah Jones: “Una goccia di acqua pura in un oceano inquinato”.

Joseph Parsons – The Field The Forest

Joseph Parsons – The Field The Forest

Genuinità, questa è la parola d’ordine nel mercato musicale odierno, specie quello nordamericano, ingrassato oramai da album eccessivamente post prodotti che snaturano il senso stesso dello scrivere una canzone. E non si può dunque non brindare all’esistenza di cantautori tanto capaci.

Skunk Anansie – Rock in Roma – 15.07.2016

Skunk Anansie – Rock in Roma – 15.07.2016

Insomma, dando per assodato il passato di una band che non deve dimostrare più nulla, un punto interrogativo si pone rispetto al futuro. Saranno in grado gli Skunk Anansie di reinventarsi ? Questa parentesi live avrà vita breve? Molte band rock finiscono, degnamente, per replicare loro stesse, e lo fanno per decenni – Skin è troppo vulcanica per limitarsi a questo, ne siamo certi.

The Monkees – Good Times

The Monkees – Good Times

Parliamo di una band che al di là di qualche critica ha avuto e continua ad avere tanti estimatori che non gli negano ancora oggi gli omaggi dovuti a distanza di anni. A dimostrazione che anche nella musica leggera è dalla semplicità che nascono le cose migliori.

Santana – Santana IV

Santana – Santana IV

Ecco, la speranza è che questo lavoro rappresenti l’inizio di una nuova collaborazione proficua; questo perché Santana ha bisogno di uscire dal campetto commerciale nel quale si era confinato negli ultimi anni e ritrovare, come qui in parte già accade, quel sapore ancestrale per la chitarra rock che tanto fece innamorare quando esordì sul palcoscenico del rock mondiale.

Charles Bradley – Changes

Charles Bradley – Changes

Questa terza prova conferma Charles Bradley come un novello James Brown catapultato ai giorni nostri direttamente dal boom della musica nera degli anni sessanta. Eccolo allora farsi largo con classe cristallina e suono di pregio attraverso le generazioni, sicuro della propria cifra stilistica. Un sound così caldo, immediato, destinato a durare tra le mura portanti della musica contemporanea.

Marlon Williams – Marlon Williams

Marlon Williams – Marlon Williams

Ottimo esordio solista per quest’artista dalla provata esperienza – molto conosciuto alle sue latitudini (Nuova Zelanda), grazie al suo inizio di carriera a fianco di Delaney Davidson. In questo lavoro omonimo, emerge tutta la bravura di Williams, specialmente dal punto di vista tecnico ed interpretativo.