Intervista ai Confusional Quartet: “Sempre fuori dagli schemi, mai adatti”
Laddove il panorama italiano sta riscoprendo lati cantautorali intimistici ed è sovraffollato da suoni pop per lo più simili fra loro, ecco che qualcosa si smuove. E lo fanno i Confusional Quartet, dall’alto dell’esperienza che si portano appresso con una carriera fulminea, che avrebbe dovuto andare avanti ma per volontà loro si è concessa una vacanza, lunga quanto basta per poter tornare alla ribalta e prendersi lo spazio che merita.
Intervista a Julia Kent
Nella musica di Julia Kent l’eleganza minimale del violoncello si sposa con sottile ricercatezza all’elettronica raffinata e all’eco lontano di registrazioni ambientali, trasportando l’ascoltatore all’interno di un viaggio pregno di sensazioni, emozioni e suggestioni umane e naturali. Vi proponiamo questa interessante esplorazione all’interno del suo universo musicale, raccontato dalle parole della stessa Julia Kent, in balia della poetica dicotomia tra musica classica e contemporanea, forze della natura e contesto urbano.
Intervista a The Maccabees: “Volevamo che Given to the Wild suonasse davvero diverso…”
In occasione della data romana abbiamo incontrato la band londinese dei Maccabees fresca di nomination al Mercury Prize, per scoprire com’è nato il sound maturo di Given To The Wild
Intervista a Luché: “Dedichiamo questa vita a qualcosa…”
Già membro del seminale duo hip-hop partenopeo Co’Sang, Luchè è reduce dal suo primo lavoro solista, dalle sonorità più smussate e più lonano dalle realtà di strada raccontate in precedenza.
Intervista ad Alec Empire: “È come vivere in un brutto film di fantascienza”
Incontriamo Alec Empire, dopo la pubblicazione di “Is This Hyperreal?” nel 2011 ci parla delle tematiche che quel disco con lungimiranza anticipava: la libertà di parola sulla rete, la sorveglianza elettronica sui cittadini e molto altro, fino ad arrivare a parlare delle Pussy Riot e dei diritti delle donne.
Matthew Dear: Essere più “felice” e meno cupo non è stata una decisione, è semplicemente accaduto
Dopo il successo dell’ultimo disco “Beams” abbiamo contattato Matthew Dear per raccontarci del disco, dei suoi prossimi progetti e di questa nuova “leggerezza” che l’ha portato ad abbandonare le atmosfere dark di Black City
Indian Wells: Volevo fare il tennista, ma per ora mi accontento di “suonarlo”
Da ragazzino volevo fare il tennista. Non essendoci ovviamente riuscito mi accontento di “suonarlo”. Almeno per questo disco. Poi probabilmente Indian Wells di tennistico avrà solo il nome…













































