Spring Attitude Festival 2017: i primi nomi confermati
Spring Attitude Festival 2017: i primi nomi confermati
Spring Attitude Festival 2017: i primi nomi confermati
Una volta correva nudo nei videoclip. Oggi, ma in realtà da parecchio tempo, sogna di scoprire la verità sugli extraterrestri. Ecco a voi Tom DeLonge
Prima amiconi, poi dietrofront. Sono bastati pochi giorni di mandato per far ricredere Kanye West sul conto di Trump. E dire che le avvisaglie c’erano.
Kraftwerk e Brian Wilson a Umbria Jazz 2017
L’Orodiscopo parla di te: sono una serie di segni “zodiacali” che riguardano i tuoi ascolti. Ogni segno infatti definisce una particolare tipologia di ascolti musicali, o di atteggiamento nei confronti della musica.
Proprio così, la famosissima Rihanna andrà a (s)vestire i panni di Marion Crane. Di chi? Se conoscete “Psyco”, uno dei massimi capolavori del maestro Alfred Hitchcock, lo sapete bene. Parliamo del personaggio interpretato da Janet Leigh, che circa a metà pellicola muore in modo cruento nell’indimenticabile scena della doccia.
Anche quest’anno torna il Beaches Brew con un cartellone di tutto rispetto. Infatti, l’edizione 2017 dell’ormai celeberrimo festival estivo presenta (come al solito) nomi di primissima fascia. Come se non bastasse, aggiungete una location marittima come quella dell’Hana-Bi ed il carattere gratuito della proposta ed avrete un appuntamento imperdibile per chiunque ami la musica.
Dopo avervi parlato settimana scorsa di “Future Politics”, il nuovo lavoro del gruppo canadese capitanato da Katie Stelmanis, oggi vi proponiamo un nuovo video tratto da quest’ultima uscita. “I Love You More Than You Love Yourself” presenta una visione del quotidiano, con le sue routine, le sue nevrosi, qui affrontate dalla Stelmanis con una tuta spaziale. Viste le dinamiche dell’album, non è troppo difficile comprendere quale sia il messaggio di fondo.
18 nuovi nomi si aggiungono alla line-up del Sziget
Sabato scorso, le piazze più importanti di tutto il mondo, sono state riempite dai manifestanti in opposizione alle politiche anti-femministe di Donald Trump. Ovviamente fra loro anche tanti musicisti come: le Sleater-Kinney e i The National a Washington, DC e Lily Allen a Londra. Certo che, se sul palco adibito dai manifestanti di Los Angeles sale Regina Spektor (rifugiata anche nella vita reale) le cose cambiano. Infatti, la famiglia della Spektor dovette emigrare dall’Unione Sovietica per sfuggire dilagante antisemitismo.
La voce stessa possiede in questo “Rennen” una posizione particolarmente importante, centrale e prioritaria: “Di fronte alla macchina fotografica”, per usare le parole dell’autore; pur essendo effettivamente parte integrante della creazione musicale, ne determina spesso l’andamento, fungendo da guida. Rennen (dal tedesco “correre”) è il risultato di un curioso artigianato musicale dove vulnerabilità, emotività e istinto incontrano l’elettronica dando origine ad un piacevole connubio.
I modelli si assestano sui 3¾ pollici di altezza e rappresentano: Undici (in tre versioni), Mike, Dustin, Lucas, Will (due versioni), il Demogorgone (anch’esso in due versioni) e Barb.
Quattro pezzi in cui convergono le influenze di AZZURRA – dai Massive Attack a Fiona Apple –, in favore di un comparto testi votato alla cruda narrazione dei nostri tempi. Non vuole attendere Azzurra, non se la sente di giocare con l’instabilità – lavorativa ed emotiva, e spesso le due cose coincidono – (“I Cannot Wait”). Vuole poter scegliere, avere il pieno controllo della propria vita (“Ride”), sicura che le paure degli inizi verranno lautamente ripagate dal profumo della libertà di scelta – in questo senso, quale città migliore di Berlino? – (“Another Day”). Fino all’incontro definitivo con il mondo, ed il duro lavoro controcorrente nell’ottica di mantenere salda la propria essenza all’interno di un crogiolo di culture.
Il 31 marzo sarà pubblicato in Italia “Silver Eye” settimo album in studio dei Goldfrapp. Dopo una pausa di quattro anni la band composta da Alison Goldfrapp e Will Gregory ha collaborato nella stesura del nuovo lavoro con John Congleton, (vincitore di un Grammy di St. Vincent), John Grant, Wild Beasts, Bobby Krlic, Leo Abrahams ed infine mixato da David Wrench (The xx, fka Twigs, Caribou).
Stilettate dal taglio profondo che causano ferite sgocciolanti – sul tappeto elettronico. “The future belongs to those who prepare for it today” diceva Malcom X, e il progetto Austra vuole partire da subito. Economia rinnovabile e Grimes, possibili soluzioni ad un destino apocalittico in salsa Massive Attack ed una storia d’amore. Quella con Alice Wilder – la compagna di Katie al momento della registrazione, e tecnico del suono in sede live. Un legame strettissimo che permise alla nostra di esprimere in maniera molto più profonda il concetto alla base del nuovo album, restituendoci con gli interessi un’artista di tutto rispetto, che forse dopo un esordio importante, ed una gavetta sul campo – fatta anche di concerti non sempre all’altezza, ma è così che si fa –, cercava nuovi stimoli per fare il salto successivo. Brava Katie.